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Scoperti altri 32 immigrati, tra loro 3 presunti scafisti posti in stato di fermo. Tutti sono 95
Altri 32 immigrati sono stati fermati nelle ultime ore dai militari della Guardia di finanza, coordinati dal comandante Francesco Fallica, in territorio di Santa Croce Camerina. Tra questi 32 clandestini, sedicenti egiziani e tunisini, vi sono anche tre presunti scafisti, posti in stato di fermo e rinchiusi in carcere a Ragusa. Nelle prossime ore i tre presunti scafisti saranno sentiti dal gip, che dovrà poi decidere se tramutare i fermi in arresti.
Particolare non da poco è che questi immigrati bloccati dai finanzieri sono tutti ben vestiti e abbastanza colti, in ottime condizioni di salute e abbastanza curati. In altre parole, non si tratta dei soliti disperati in cerca di fortuna. Molto probabile che si tratti invece di ex militari o ex poliziotti fuggiti dai rispettivi paesi, forse perché si sentivano scottare la terra sotto ai piedi, soprattutto dopo la caduta del regime di Mubarak, per quanti sono fuggiti dall’Egitto. Si tratta però solo di supposizioni al vaglio degli investigatori.
Questi ulteriori 32 immigrati si presume facciano parte del carico di clandestini del motopeschereccio bloccato dalla Finanza al largo di Marina di Ragusa, dopo aver colpito al braccio con un colpo di pistola l’egiziano venticinquenne che guidava l’imbarcazione. L’immigrato infatti stava per speronare le unità navali della Finanza, nel tentativo di fuggire, guadagnando le acque internazionali. In quel frangente erano 32 i clandestini a bordo, mentre altri 31 erano già riusciti a guadagnare la riva a bordo di una barchetta che faceva la spola tra la nave madre e la terraferma. Oltre a quei 31 immigrati, tutti individuati, sono adesso stati trovati questi ulteriori 32 clandestini, evidentemente riusciti a sbarcare prima degli altri.
Mentre i 62 immigrati scoperti l’altra notte tra Marina di Ragusa e Caucana sono stati condotti del centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo, questi ulteriori 32 individuati nelle campagne di Santa Croce Camerina sono stati invece portati nel centro di accoglienza temporanea d’emergenza allestito nella cittadina. I tre presunti scafisti, invece, come accennato, sono stati rinchiusi nel carcere di Ragusa. Resta invece ricoverato all’ospedale Maggiore di Modica l’egiziano ferito al braccio. Le sue condizioni cliniche sono buone. Da evidenziare l’ottimo lavoro svolto dai Finanzieri in sinergia con polizia, carabinieri e guardia costiera.
LA CRONACA DELL´ABBORDAGGIO DEL MOTOPESCHERECCIO
Inseguimento in mare aperto nella notte a tre miglia a sud di Marina di Ragusa tra finanzieri e scafisti, con l´esplosione di diversi colpi d´arma da fuoco, a scopo intimidatorio, e un immigrato ferito al braccio. Il presunto scafista del grosso motopeschereccio di ferro, lungo 30 metri e battente bandiera egiziana, che aveva portato sulle coste iblee un carico umano di 31 clandestini, mentre altri 32 erano ancora a bordo, è stato fermato dalla guardia di finanza di Messina, Trapani e Ragusa con un colpo di pistola al braccio.
Il giovane scafista, vedendosi braccato, aveva dato di matto, urlando e spingendo i motori al massimo, nel tentativo di speronare le unità navali dei finanzieri per raggiungere le acque internazionali. Alla fine si è dovuto arrendere. E’ il dato saliente dell’ennesimo viaggio della speranza, stavolta lungo l’asse Egitto – Sicilia. I finanzieri, a bordo delle unità navali e coadiuvati da aerei di ricognizione, nonché da Polizia, Carabinieri e militari della Guardia costiera, hanno inseguito per parecchie miglia il motopeschereccio, tra Marina di Ragusa e Capo Scalambri, sparando parecchi colpi di pistola in aria per indurre lo scafista a fermarsi. Quest’ultimo aveva invece accelerato, costringendo i finanzieri ad affiancare il motopeschereccio per colpire al braccio destro l’immigrato che lo guidava, e completare l’abbordaggio.
Il clandestino ferito, un sedicente egiziano di 25 anni, si è alla fine arreso, fermando i motori. Adesso il giovane, piantonato perché in stato di fermo, si trova ricoverato all’ospedale Maggiore di Modica con una prognosi di un mese, per la leggera ferita causata dal proiettile. Le sue condizioni non destano preoccupazione. Gli altri 62 immigrati, tutti sedicenti egiziani, tunisini e palestinesi, sono invece stati trasferiti nel centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo. Tra loro, tutti maschi di giovane età, ci sono anche tre minorenni tra i 15 e i 17 anni.
Intanto, la tensostruttura del porto di Pozzallo è al limite della saturazione, considerati anche i 144 immigrati trasferiti da Lampedusa e i 16 tunisini giunti a bordo di una piccola barca tre giorni fa. Il centro d´accoglienza ha superato la capienza massima di 200 unità. Le condizioni igieniche e di sicurezza degli immigrati nella tensostruttura, in tutto 255, sono critiche, e le forze dell’ordine stanno faticando non poco per mantenere il controllo della situazione. La maggior parte degli immigrati pare chiederanno lo status di rifugiati politici, provenendo da paesi scossi da tumulti epocali quali Egitto e Tunisia.
Tornando all’abbordaggio del grosso motopeschereccio, gli scafisti avevano fermato la nave madre a poche miglia dalla costa di Caucana, dalla quale partiva una piccola barca che faceva la spola tra il motopeschereccio e la terraferma per far approdare i clandestini. 31 di loro erano già riusciti a guadagnare la riva e a disperdersi per le campagne di Santa Croce Camerina, ma sono stati tutti fermati dai finanzieri, coadiuvati dai militari della capitaneria di porto di Pozzallo. Altri 32 immigrati, compreso il presunto scafista ferito, erano ancora sul motopeschereccio.
Controlli sono in corso in queste ore per accertare la eventuale presenza di altri scafisti. I particolari dell’operazione sono stati resi noti in procura a Modica dal procuratore Francesco Puleio, dal questore Filippo Barboso, dal comandante provinciale dei carabinieri Nicodemo Macri e dal suo omologo della guardia di finanza Francesco Fallica. Il peschereccio era già stato segnalato alle autorità italiane come sospetto dalle autorità egiziane, in quanto proprio in Egitto l’imbarcazione era stata individuata tempo fa nell’ambito di un grosso giro di immigrazione clandestina.
Il motopeschereccio fu sequestrato. Qualche mese dopo il dissequestro, l’imbarcazione era di nuovo finita in mano ad un non meglio specificato gruppo di egiziani, che l’aveva di nuovo utilizzata per i viaggi della speranza. Il presunto scafista teneva parecchio al motopeschereccio e, per rischiarlo il meno possibile, non si era spinto troppo vicino alla terraferma, utilizzando invece una barca per fare la spola tra la nave madre e la costa iblea, in un punto poco distante da Capo Scalambri.
Intanto i volontari della Protezione Civile assistono a Pozzallo gli immigrati con pasti caldi e coperte. Le cure mediche sono invece assicurate dall’Asp 7, che sta lavorando in sinergia con la Prefettura. Sono attivi gli ospedali di Ragusa, Modica, Scicli, Vittoria e Comiso per le emergenze e non solo. La situazione è tenuta sotto controllo dalle forze dell’ordine e al momento non si sono registrati problemi di sorta.
