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Apr
29

Il "giallo" di San Giorgio a Modica

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ImageSan Giorgio con il giallo a Modica. Il giallo di una promessa non mantenuta, risolto solo alle 22,00, quando il portone di San Pietro, che doveva essere aperto per accogliere la statua del Santo cavaliere che uccise il drago, è rimasto chiuso..........

San Giorgio con il giallo a Modica. Il giallo di una promessa non mantenuta, risolto solo alle 22,00, quando il portone di San Pietro, che doveva essere aperto per accogliere la statua del Santo cavaliere che uccise il drago, è rimasto chiuso. E così, la festa di San Giorgio a Modica, che quest’anno si è mischiata con Eurochocolate, si è chiusa senza lo storico ingresso di San Giorgio nella Chiesa dell’altro Patrono della città. Nella bella ripetitività della storia di sempre, proprio questa visita era l’elemento nuovo. Che, però, non c’è stato. E così mentre ancora una volta hanno vinto la tradizione, la festa, la partecipazione popolare, la Fede e la gioia di esserci, non c’è stata la pacificazione ed anzi, forse, si è riaperta una freita che sembrava essersi definitivamente sanata quando i portatori sangiorgiari aiutarono i devoti di San Pietro il 29 giugno dello scorso anno, nella processione del Patrono della parte bassa della città. Un aiuto che aveva ricevuto in cambio la promessa del portone aperto ieri sera. Portone, invece chiuso e così quelli di San Giorgio si sono limitati al solito passaggio sulle scale, davanti ai dodici santoni con l’urlo che è San Giorgio il patrono di Modica. Al di là di questo, la festa è iniziata nel pomeriggio con la Messa officiata dal vescovo di Noto Monsingor Mariano Crociata, ed è proseguita con la processione per Modica Alta, con tappe piacevolmente obbligate Santa Teresa, il carcere di Piano del Gesù, il collegio, la società operaia e la casa di Nino Baglieri, rappresentazione in terra delle sofferenze del Cristo e che da due anni, si gode il suo San Giorgio, dalla posizione privilegiata del Cielo dove il Signore lo ha chiamato, alla fine di una lunga e difficile malattia. Poi il corso Umberto, il più volte citato passaggio a San Pietro ed il riento fra fuochi di artificio lunghissimi ed interminabili, come i giri fra le navate della Chiesa prima che, a venti minuti dalla mezzanotte,la statua del Santo fosse deposta e la fine della festa sancita. Arrivederci all’anno prossimo

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