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Mag
19

Si accentua la crisi agricola a Vittoria

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ImageLa crisi agricola ha messo in ginocchio un comparto che era una straordinaria fonte di reddito per l’economia vittoriese. I produttori lavorano meno, guadagnano poco e si devono dar da fare pur di rimanere a galla....

La crisi agricola ha messo in ginocchio un comparto che era una straordinaria fonte di reddito per l’economia vittoriese. I produttori lavorano meno, guadagnano poco e si devono dar da fare pur di rimanere a galla. Ma a farne le spese sono anche gli extracomunitari proveniente dai paesi dell’Africa del Nord che storicamente costituivano la manodopera dei serricoltori. Adesso questi lavoratori sono in vacanza forzata. Piazza Daniele Manin, meglio conosciuta come piazza Senia, già all’alba si popola di extracomunitari; è l’orologio della chiesa a scandire i minuti; alle 5,30 comincia ogni giorno un insieme di incertezze e speranze per chi che si da appuntamento nella piazza in cerca di lavoro. Una piazza che però non si svuota, come potete vedere dalle immagini perché da diversi mesi, da quando nel comparto agricolo c’è crisi, anche i lavoratori del mercato tunisino non riescono più trovare lavoro. E paradossalmente quella che si sta venendo a creare è proprio una guerra tra poveri, perché a “rubare” il lavoro sono i rumeni che sono disposti a lavorare di più e ad essere pagati di meno. Ma dietro l’apparente buona volontà dei rumeni c’è di più e quello che può sembrare solo uno sfogo, a volte diventa una denuncia chiara di chi, disperato non ha molto da perdere. I rumeni, clandestini, non pretendono un ingaggio, non ci sono contributi da pagare e per questo sono preferiti dai caporali che ogni mattina cercano manodopera. Questo servizio non per impietosire chi ci ascolta, ma per risvegliare le coscienze spesso sopite, e far indignare soprattutto chi ha la possibilità nel suo piccolo di fermare questo mercato del lavoro che oltre a mettere in vendita la manodopera e la dignità di disperati, alimenta il mercato della clandestinità. E chiudiamo con una domanda: conviene davvero a tutti il rimpatrio coatto di chi non è in regola?

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