Notizie Attualità ragusa
Rifiuti: Modica torna alla normalit
Solo un paio di squadre al lavoro per ripulire intanto il centro storico già ieri sera ma da stasera l’emergenza spazzatura a Modica dovrebbe restare un ricordo....
Solo un paio di squadre al lavoro per ripulire intanto il centro storico già ieri sera ma da stasera l’emergenza spazzatura a Modica dovrebbe restare un ricordo. Nel pomeriggio, infatti, la Busso che gestisce l’appalto dei rifiuti in città, dovrebbe avere in mano l’assegno, il cui mandato è già in banca, per pagare il mese di aprile ai lavoratori. Il mandato è già alla banca tesoriera; il commissario prefettizio ha autorizzato al pagamento e manca solo il benestare dei vertici della banca stessa. Arrivato questo, si avrà l’erogazione dell’assegno di poco superiore ai 315.000 euro e la fine dello sciopero che dura da sei giorni. Proprio ieri sera, Peppe Drago aveva parlato, nel suo incontro con la stampa per presentare, come abbiamo visto le liste UDC alle comunali di Modica, di questa delicata questione, dopo aver partecipato al vertice tra la ditta, il segretario generale del comune e le rappresentanze sindacali. Stamattina Giovanni Scucces, candidato sindaco di Modica, ha trascorso buona parte della mattinata a Palazzo San Domenico, per arrivare alla soluzione del problema e risolvere la questione dal punto di vista dei lavoratori. Gli esiti del suo lavoro, sono quelli che fra poche ore, la situazione dovrebbe tornare alla normalità. Scucces ha anche colto l’occasione per ribadire ancora una volta che l’oggetto della sua nota critica di sabato scorso era la ditta e non certo i lavoratori in sciopero per i loro giusti diritti ed ha evidenziato ancora una volta che Modica non può restare in queste condizioni, con i cassonetti pieni, l’immondizia in mezzo alla strada, con un’immagine alla deriva e serissimi rischi per la salute pubblica. Ieri Una Nuova Prospettiva aveva diffuso una nota caustica su quanto sta succedendo, attaccando i consiglieri di maggioranza e la passata amministrazione, accusando di avere sbagliato a governare.
