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Mag
27

La protesta dei pescatori di Scoglitti

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Hanno disarmato le imbarcazioni ed hanno consegnato le licenze. I pescatori di Scoglitti mettono su una protesta eclatante. Insomma la frazione rivierasca vittoriese non ha più la sua piccola marineria. Il gesto dei marinai scoglittiesi, è un gesto di ribellione perché sono stanchi di lavorare e non portare a casa il frutto delle loro fatiche. Il caro gasolio è il motivo principale che ha spinto tutti i pescatori del borgo ad appendere le reti al chiodo. Non riescono più a fronteggiare le spese che tutti i giorni devono affrontare. Per una battuta di pesca spendono circa 600 euro di gasolio per 15 ore di lavoro al giorno. Una situazione catastrofica per le imprese ittiche della frazione. I pescatori sono arrivati al collasso e qualcuno ha anche pensato di demolire la propria barca e cancellare così una tradizione che si tramanda da padre in figlio. Con questo gesto i pescatori sperano di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica ma anche delle istituzioni e chiedono al governo regionale di avviare delle iniziative a favore del comparto ittico già pesantemente compito. I pescatori scoglittiesi hanno annunciato che metteranno in campo eclatanti azioni di protesta perché non vorrebbero cancellare anni di lavoro e sacrifici, anche se la situazione attuale, lo induce a fare. E Vittoria, dopo la difficile crisi dell’agricoltura, si trova di fronte ad un’altra emergenza occupazionale.

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