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Giu
28

LA GUERRA DEL CIOCCOLATO

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La battaglia con l’Europa perché l’Italia possa almeno arrogarsi il diritto di scrivere “cioccolato puro” nelle barre che mette in vendita con un prodotto che è senza aggiunta di materie grassi vegetali oltre al burro di cacao, è tutt’altro che vinta. Un paio d’anni fa, mentre Modica investiva molto di se stessa sul cioccolato, venne fuori una strana direttiva dell’Unione Europea, che parificava come cioccolato puro anche quello fatto con semi di arachidi ed altri additivi grassi che davvero poco hanno a che vedere con l’essenza vera del cacao. L’Italia reagì, mettendo la dizione “cioccolato puro” su quelle confezioni, come il cioccolato di Modica, che contengono prodotti davvero puri di cacao e, per così dire, d’origine controllata. A Bruxelles, la cosa evidentemente non è andata giù. Passata un po’ sotto silenzio, giovedì scorso la Commissione europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'UE "per non aver modificato la sua legislazione sull'etichettatura dei prodotti di cioccolato". Bruxelles infatti, considera che "la menzione 'cioccolato puro' non può in alcun caso garantire una informazione corretta, neutra e obiettiva ai consumatori ed esige il rispetto della direttiva in vigore sull'etichettatura di questi prodotti". Insomma, secondo Bruxelles, per assicurare al consumatore, "un'informazione corretta, neutra e obiettiva", sottolinea la Commissione in una nota, per i prodotti di cioccolato ai quali sono state aggiunte materie grasse vegetali oltre a burro di cacao, la direttiva prevede che figuri in etichetta la dizione "contiene materie grasse vegetali oltre al burro di cacao". E fin qui tutto bene; il problema sta nel fatto che per i prodotti che non contengono materie grasse vegetali, altre che il burro di cacao, la direttiva non prevede alcuna menzione. Insomma, ‘ciccocolato puro’ non si può scrivere; una precisazione (non certo di poco conto) che a Bruxelles non piace. O forse non piace alle multinazionali come Nestlè, evidentemenee molto più di casa a Bruxelles di quanto non lo siano cioccolattieri di Modica, piuttosto che quelli di Torino o quelli di Perugia, costretti adesso a combattere di nuovo una battaglia molto difficile da vincere

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