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Scalo merci: occorre un confronto ma anche una attenta analisi.
Siamo certi che il futuro è ormai segnato e che ci siano grossi interessi economici sulla vicemda della soppressione dello scalo merci di Ragusa insieme a quello di Comiso.....
Siamo certi che il futuro è ormai segnato e che ci siano grossi interessi economici sulla vicemda della soppressione dello scalo merci di Ragusa insieme a quello di Comiso. Una volta si era parlato di spostamento dello scalo in zona più adatta come ad esempio la zona industriale ora bisogna monetizzare e le ferrovie vendono al migliore offerente senza dare nulla in cambio. La soprressione dello scalo è praticamente la firma sulla condanna a morte delle ferrovie dalle nostre parti dove ne passeggeri ne merci riescono a viaggare sui binari. Apprezziamo comunque l’impegno di qualche nostro onorevole come Ammatuna e Digiacomo. Ma dove sono quelli della maggioranza ? Quelli che potrebbero dire una parola in più? Forse l’affare è troppo buono per cercare di fermarlo con piccole scuse di interesse locale. Comunque pubblichiamo la nota di Ammatuna .
L’onorevole Ammatuna interviene sulla vicenda dello scalo merci di Ragusa. “Occorre aprire nei confronti di Trenitalia una vertenza ben più ampia per avere le idee chiare sul futuro del sistema ferroviario in provincia di Ragusa”. “E’ certamente un evento significativo la riunione indetta dal Presidente della Provincia Regionale di Ragusa per affrontare la problematica legata alla soppressione, decisa da Trenitalia, degli scali merci di Comiso e Ragusa. Rischia però di rimanere uno dei tanti incontri infruttuosi, che si sono tenuti ciclicamente sull’argomento, se non si prenderà atto della necessità di coinvolgere in una battaglia comune i governi nazionali e regionali, gli operatori commerciali interessati ed i semplici cittadini. Il territorio nella sua interezza dovrà manifestare con forza contro l’ennesimo scippo alle sue infrastrutture già carenti. Certamente la soppressione degli scali merci di Ragusa e Comiso è la punta dell’iceberg, l’emergenza immediata da affrontare e cercare di risolvere, ma limitarsi a questo significherebbe combattere una battaglia di retroguardia. Occorre aprire nei confronti di Trenitalia una vertenza ben più ampia per avere le idee chiare sul futuro del sistema ferroviario in provincia di Ragusa. Per una realtà come quella ragusana, buona ultima per dotazione infrastrutturale, non ci può essere una prospettiva rosea per il suo sviluppo economico senza una ferrovia moderna e funzionale. Senza collegamenti ferroviari non si può costruire quella intermodalità dei trasporti che rappresenta la differenza fra paesi con economie di avanguardia e realtà territoriali arretrate. Il porto di Pozzallo, l’aeroporto di Comiso, l’autoporto di Vittoria, diventeranno cattedrali nel deserto senza gli opportuni e necessari collegamenti ferroviari. Ecco perché credo che dalla prossima riunione presso la Provincia regionale debba venir fuori con forza la volontà unanime di coinvolgimento totale del territorio, certamente per affrontare l’emergenza della soppressione degli scali merci di Comiso e Ragusa ma anche per avviare una fase di rivendicazioni complessive sul trasporto ferroviario in provincia”.
