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MODICA, UNA CITTA' MALINCONICA
Sempre più avviluppata su se stessa, si piange addosso e non reagisce. Questa è Modica. Avvilita, melanconica ed oscura. Non fosse per qualche estemporanea, intelligente e sagace uscita di Una Nuova Prospettiva, Modica sarebbe una città buia come la Gotham City di Batman. Si parla solo di debiti, soldi che mancano, salvatori della patria improvvisati e poco credibili; scioperi, soldi da dare, malattie da prendere, storie del passato da tirare fuori come scudo.
Sempre più avviluppata su se stessa, si piange addosso e non reagisce. Questa è Modica. Avvilita, melanconica ed oscura. Non fosse per qualche estemporanea, intelligente e sagace uscita di Una Nuova Prospettiva, Modica sarebbe una città buia come la Gotham City di Batman. Si parla solo di debiti, soldi che mancano, salvatori della patria improvvisati e poco credibili; scioperi, soldi da dare, malattie da prendere, storie del passato da tirare fuori come scudo. E l’ombra cattiva del dissesto, come unica cornice ad un quadro di una tristezza disarmante. Ma nessuno che provi davvero a fare qualcosa. Conoscendo l’onestà intellettuale del sindaco Buscema, pensiamo che non goda di tutto ciò; non è voluto ascendere al trono di Palazzo San Domenico per allargare le braccia, solo per dire “non è colpa mia”. Ci ha provato e c’è riuscito per lasciare un segno. Penso. Qualcuno attorno a lui, invece, sembra stia lì solo con questo unico scopo, con l’unica goduria di fare vedere a chi c’è stato i guai che ha combinato e dirlo alla città intera. Ma la prima cosa che mi viene in mente quando vedo ciò, è la famosa storiella del marito geloso che fece ciò che fece per fare dispetto alla moglie. Domenica sera i Conti di Modica torneranno in piazza Matteotti; qualcuno, sorridendo amaramente, ha chiesto se sarà il Corteo Storico in costume che non c’ stato in agosto, riveduto e corretto nei modi e nei tempi. Sarà, pensiamo, solo Buscema, sul palco con i suoi e con quelli che per ora sono con lui. Dirà alla città dei 52 milioni di debito e di chi li ha fatti. Bene, ci sta; poi, però, l’invito è a finirla con questa storia e non perché qualcuno non meriti che gliela se la ricordi quanto perché questi città non può ancora commiserarsi, indossare il cilicio della memoria, fustigarsi e piangersi addosso. Non è nel dna di una città che sino a un anno fa era invidiata e adesso è solo commiserata. I modicani non hanno bisogno della pietà altrui ma della fiducia che deve infondergli un sindaco votato da due modicani su tre. Un sindaco votato da due modicani su tre, Buscema. Un sindaco, un uomo. Non altri, non i suoi improvvisati sponsor né i suoi amici opportunisticamente occasionali. Modica ti ha scelto in modo chiaro; e ha scelto te ingoiando il rospo di qualcuno che ti sta attorno e che non credo sia valore aggiunto ma solo elemento frenante (e non mi riferisco solo agli autonomisti ma anche a qualcuno dei tuoi). A te il compito di ridare fiducia ad una città la cui mestizia di questi giorni va cancellata con un sorriso a bocca larga. Quello che Modica non ha più.
