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I cassonetti sono ancora stracolmi, l’olezzo è diventato insostenibile, gli stipendi non si vedono e rischiano la precettazione i 104 operatori ecologici della ditta Busso, che non raccolgono da tre giorni immondizia a Modica e che anche oggi hanno continuato la loro protesta, pur senza l’appoggio ufficiale dei sindacati, che mantengono solo lo stato di agitazione. .......
I cassonetti sono ancora stracolmi, l’olezzo è diventato insostenibile, gli stipendi non si vedono e rischiano la precettazione i 104 operatori ecologici della ditta Busso, che non raccolgono da tre giorni immondizia a Modica e che anche oggi hanno continuato la loro protesta, pur senza l’appoggio ufficiale dei sindacati, che mantengono solo lo stato di agitazione. E la precettazione sembra essere l’unica soluzione se i lavoratori della nettezza urbana non termineranno lo sciopero. Di questo si sta discutendo in Prefettura, nel corso di un vertice convocato per le 13 dal prefetto Carlo Fanara. La minaccia di essere precettati, a quanto pare, non sembra affatto preoccupare i netturbini, che anzi sono intenzionati a continuare fino a quando non avranno risposte certe proprio dall’incontro tra i rappresentanti sindacali ed il Prefetto. La situazione è ai limiti della sopportazione; i lavoratori non si fidano più delle promesse fatte da Buscema e non sono disposti a cedere, nonostante la loro azione di protesta stia provocando disagi all’intera città. I cassonetti, come detto, sono stracolmi ed attorno ad essi l’immondizia si va accumulando, con la fastidiosa presenza di ogni genere di animali. Il caldo di questi giorni poi non fa altro che complicare la situazione. La città rischia seri problemi-igienico ambientali e per questo motivo Antonello Buscema è intenzionato ad usare la mano forte e la soluzione della precettazione sembra l’unica strada percorribile. “ Se il sindaco metterà in atto la precettazione, avrà il consenso della maggior parte dei cittadini” ha dichiarato in una nota il coordinatore cittadino del Partito Democratico Giancarlo Poidomani, che se la prende ancora con i sindacati per aver consentito la protesta dei lavoratori nonostante avessero ricevuto dal sindaco la promessa che i netturbini sarebbero stati pagati per primi non appena fossero arrivati i soldi da Palermo.
