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Ott
03
BUSCEMA CHIEDE AIUTO
Ha chiamato a raccolta i deputati e gli ha chiesto domani sera di essere in comune. Il sindaco Antonello Buscema alza bandiera bianca: da solo non ce la fa a rimettere in sesto le casse del comune...............Ha chiamato a raccolta i deputati e gli ha chiesto domani sera di essere in comune. Il sindaco Antonello Buscema alza bandiera bianca: da solo non ce la fa a rimettere in sesto le casse del comune. Vuole che i parlamentari modicani e qualcuno di buona volontà oltre i confini della città, gli dia una mano. Se poi sono di centrodestra, non è il momento per spaccare il capello in quattro: vanno bene comunque, basta che salvino Modica dal crack. Certo, ripensando alle frasi della campagna elettorale, alle ricette miracolose e miracolistiche del sindaco, del suo assessore al bilancio e del suo vice, viene un attimo da sorridere se le casse di Palazzo San Domenico non facessero piangere. Ma Buscema attinge ad un’onestà intellettuale importante, alza le braccia e si arrende all’impossibilità di dare lui da solo e con al sua maggioranza una soluzione alla crisi. E intanto Vito D’Antona, maggioranza critica in seno al governo della città, ribadisce sulla scorta dei casi di Roma e Catania, che anche Modica merita attenzione perché sta dimostrando, con alcune scelte legate alla spesa ed al recupero delle entrate, di volere risanare; sino ad arrivare alla dura scelta di vendere gli immobili (anche se la notizia che la Corte dei Conti ha bocciato la volontà della Regione di vendere i suoi di immobili per far rientrare la Sicilia dal deficit, non induce a speranze che questa sia la via giusta). Buscema, dunque, cerca aiuto anche a chi sino a ieri era per lui e per i suoi il diavolo in persona, quello da respingere, da non frequentare, cui, magari, rivolgere a stento il saluto. Capita anche questo; capita che poi, di fronte alla dura realtà, si chieda aiuto al mondo intero, anche al nemico, perché la ragion di Stato (o di Modica in questo caso) non deve avere coloriture. Non ci vuole, però, memoria pachidermica per ricordare la campagna elettorale del maggio e giugno scorsi e quello che l’attuale governo della città andava dicendo, con le sane ricette di soluzione dei problemi sia degli avversari. E non bisogna essere per forza Einstein oggi per vedere in alcune frasi dell’attuale maggioranza, una sorta di trappolone preparato ad arte per scaricare il barile delle responsabilità nel caso in cui alcune ipotesi per risolvere la crisi economica di Modica non andassero a buon fine. Ma, come diceva Totò, accà nesciuno è fesso
