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Giu
11

Chiusura università, da Ragusa la protesta si sposta a Catania. Chiesto vertice con Lombardo

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Tutti a Catania. Amministratori, sindacalisti, studenti, si sono dati appuntamento per oggi pomeriggio in piazza Università per protestare contro la decisione del senato accademico di chiudere i corsi decentrati in provincia di Ragusa. Nel mantenimento dell’università in provincia credono ancora gli studenti che ieri hanno dato vita ad una manifestazione in piazza S. Giovanni a Ragusa.



Rispetto alla gravità del problema per tutto il territorio ibleo la presenza avrebbe potuto essere ben più corposa ma l’iniziativa della Cigl ha avuto il merito di compattare il fronte per i prossimi appuntamenti a cominciare da quello odierno. « Salviamo l’università iblea» è stato lo slogan di sindacalisti e studenti che già da lunedì si sono mobilitati con l’occupazione dei locali del consorzio universitario.

«Ci sono cinquemila studenti interessati direttamente al problema – dice Giovanni Avola, Cgil- oltre a loro 54 precari da stabilizzare, sono numeri importanti oltre a tutto l’indotto che verrà a soffrire se questa decisione dovesse essere mantenuta. Come Cgil avevamo lanciato l’allarme già il 23 marzo in un convegno ma nessuno ci diede ascolto». Il sindacato ha chiesto al rettore Antonio Recca un incontro per domani pomeriggio per capire i margini di manovra ancora esistenti.

Gli amministratori provinciali hanno invece richiesto un incontro con il presidente della Regione Raffaele Lombardo e con il ministro della pubblica istruzione Gelmini, la quale, tuttavia, si è affrettata già a precisare tramite il suo consulente legale a Giovanni Mauro, presidente del consorzio universitario, che il ministero nulla può essendo il rapporto stato istituito tra l’ateneo catanese e il consorzio di Ragusa. La data limite per salvare il salvabile, forse la facoltà di lingue istituita a Ragusa, è comunque il 18 di questo mese quando il senato accademico si riunisce per approvare ufficialmente il manifesto degli studi per l’anno accademico 20092010.

LA SITUAZIONE A MODICA
Anche a Modica è stata una giornata di protesta e sensibilizzazione sul caso università. Un centinaio di studenti si sono riuniti davanti a palazzo S. Domenico ed hanno poi partecipato ai lavori del consiglio comunale. In aula il dibattito si è protratto per due ore abbondanti con interventi dei vari capigruppo.

Varie e diversificate le proposte a cominciare da una seduta aperta del consiglio per dibattere il caso in modo approfondito. Negli studenti c’è la consapevolezza che il caso Modica è ancora più difficile di quello di Ragusa perché Modica ha accumulato debiti in abbondanza e la decisione di chiusura di scienze dell’amministrazione di economia era stata già anticipata. Consapevoli di questo gli studenti si battono tuttavia per il mantenimento del tutoraggio che consentirebbe a tutti di seguire le lezioni delle materie principali di indirizzo. Gli studenti modicani si aggregheranno a quelli del capoluogo per la manifestazione

Corrierediragusa.it

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