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Giu
12

Quasi rissa fra il rettore Recca, il presidente Antoci e il sindaco Dipasquale a Catania

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Più che un incontro, uno scontro. C’è mancato poco che s’arrivasse alla rissa fra il rettore Antonio Recca e qualche consigliere provinciale di Ragusa; fra i più caldi di temperamento Silvio Galizia, il sindaco Nello Dipasquale, il presidente della Provincia Franco Antoci, mai visto così infervorato nella sua lunga attività politica e istituzionale. Solo la mediazione diplomatica del presidente del Consorzio Universitario ibleo Giovanni Mauro ha impedito che si arrivasse alle mani.



La bagarre s’è scatenata quando il rettore ha detto alla corposa delegazione iblea che il «teatrino sarebbe andato in onda domani nel corso di un incontro televisivo su Antenna Sicilia insieme al presidente Mauro. Galizia ha risposto che un rettore non poteva permettersi di offendere le istituzioni in questo modo.

Dopo attimi di forte tensione in cui gli animi di Recca, Antoci, Dipasquale e Galizia si sono eccessivamente surriscaldati, il dialogo ha preso il sopravvento concludendosi con l’impegno a rivedersi nel pomeriggio di venerdì alle ore 17 sempre in piazza Università. Stavolta con una delegazione ragusana molto più ristretta. Ci saranno i membri del Cda e i parlamentari nazionali e regionali iblei.

Il deputato del Pd Roberto Ammatuna ha definito «arrogante il comportamento del rettore, che ha manifestato insensibilità di fronte alle esigenze del territorio ragusano. C’è stato un vero e proprio scontro fra istituzioni, speriamo che domani prevalga il dialogo. Altrimenti? Non è escluso che sabato si possa occupare piazza Università e qualche strada importante di Catania».

Giovanni Mauro ha annunciato che il consorzio attiverà due procedimenti giudiziari, uno davanti al Tar per chiedere la sospensiva della delibera del Senato Accademico ed uno davanti al Tribunale per chiedere i danni per l’interruzione unilaterale del contratto.

Anche il Vescovo della Diocesi di Ragusa Mons. Paolo Urso è intervenuto nella complicata vicenda, asserendo che l´università iblea è un patrimonio culturale troppo prezioso per essere disperso. Mons. Urso auspica dunque che il rettore Recca torni sulla sua decisione.

CONSIGLIO PROVINCIALE APERTO A CATANIA: "L´UNIVERSITA´ IBLEA NON SI TOCCA"
In piazza a Catania per difendere l’Università a Ragusa.Le Istituzioni iblee si schierano a favore del Consorzio Universitario Ibleo che ha aperto una vertenza con il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Catania.

Il consiglio provinciale aperto, indetto dal Presidente del Consiglio Giovanni Occhipinti, ha manifestato pubblicamente in piazza Università a Catania per difendere i corsi universitari di Ragusa, che con una decisione unilaterale del Senato Accademico, sono stati cancellati a partire dal prossimo anno di studi.

Ad apertura dei lavori il presidente del Consiglio Giovanni Occhipinti ha stigmatizzato il comportamento del rettore di Catania che ha avuto poco rispetto delle istituzioni iblee in tutta questa vicenda.

Il presidente della Provincia Franco Antoci nel suo intervento ha ricordato che «una esperienza di 19 anni di presenza universitaria in provincia di Ragusa non può essere cancellata con un improvviso colpo di spugna.

"Abbiamo dovuto sottoscrivere - aggiunge Antoci - delle convenzioni-capestro ove tutti i possibili oneri erano a carico del Consorzio e degli enti locali, ma abbiamo sempre rispettato i nostri impegni. Invece in violazione delle convenzioni esistenti e in dispregio di una comunità operosa ed onesta che ha sempre onorato gli impegni, ecco che ci arriva la mazzata. Ma non permetteremo questo "scippo" ed attiveremo tutte le azioni possibili, sia politiche che giudiziarie, per evitare la cancellazione dei corsi universitari a Ragusa».

Durante i lavori consiliari sono intervenuti anche i sindaci di Ragusa e di Modica Nello Dipasquale ed Antonello Buscema che hanno stigmatizzato il comportamento poco istituzionale del rettore di Catania verso i rappresentanti degli enti locali della provincia di Ragusa; successivamente il presidente del Consorzio Universitario Ibleo Giovanni Mauro, ha fatto la cronistoria dell’interlocuzione avuta con il rettore di Catania in queste ultime settimane e della illegittima decisione del Senato Accademico di sospendere i corsi universitari a Ragusa dal prossimo anno. Mauro ha annunciato che il consorzio attiverà due procedimenti giudiziari, uno davanti al Tar per chiedere la sospensiva della delibera del Senato Accademico ed uno davanti al Tribunale per chiedere i danni per l’interruzione unilaterale del contratto. Mauro ha dato poi lettura di un messaggio del Vescovo di Ragusa,Paolo Urso, di condivisione dell’azione intrapresa dalle istituzioni iblee per difendere l’Università in provincia di Ragusa.

Il dibattito è stato animato dagli interventi dei parlamentari iblei Riccardo Minardo, Orazio Ragusa, Roberto Ammatuna e Innocenzo Leontini, del segretario provinciale della Cgil di Ragusa, Giovanni Avola e dei consiglieri provinciali Giovanni Iacono (IdV), Enzo Pelligra (An) e del consigliere comunale di Ragusa Filippo Frasca. Poi il confronto col Rettore di Catania Antonio Recca, lungo e polemico, prima della decisione di un ennesimo confronto domani, venerdì 12 giugno alle ore 17, tra lo stesso Recca e una delegazione ristretta politico-istituzionale della provincia di Ragusa.

GLI STUDENTI CI CREDONO ANCORA
Nel mantenimento dell’università in provincia credono ancora gli studenti che hanno dato vita ad una manifestazione in piazza S. Giovanni a Ragusa. Gli amministratori provinciali hanno intanto richiesto un incontro con il presidente della Regione Raffaele Lombardo e con il ministro della pubblica istruzione Gelmini, la quale, tuttavia, si è affrettata già a precisare tramite il suo consulente legale a Giovanni Mauro, presidente del consorzio universitario, che il ministero nulla può essendo il rapporto stato istituito tra l’ateneo catanese e il consorzio di Ragusa. La data limite per salvare il salvabile, forse la facoltà di lingue istituita a Ragusa, è comunque il 18 di questo mese quando il senato accademico si riunisce per approvare ufficialmente il manifesto degli studi per l’anno accademico 2009/2010.

Rispetto alla gravità del problema per tutto il territorio ibleo la presenza avrebbe potuto essere ben più corposa ma l’iniziativa della Cigl ha avuto il merito di compattare il fronte per i prossimi appuntamenti a cominciare da quello odierno. «Salviamo l’università iblea» è stato lo slogan di sindacalisti e studenti che già da lunedì si sono mobilitati con l’occupazione dei locali del consorzio universitario.

«Ci sono cinquemila studenti interessati direttamente al problema – dice Giovanni Avola, Cgil- oltre a loro 54 precari da stabilizzare, sono numeri importanti oltre a tutto l’indotto che verrà a soffrire se questa decisione dovesse essere mantenuta. Come Cgil avevamo lanciato l’allarme già il 23 marzo in un convegno ma nessuno ci diede ascolto». Il sindacato ha chiesto al rettore Antonio Recca un incontro per domani pomeriggio per capire i margini di manovra ancora esistenti.

LA SITUAZIONE A MODICA
Anche a Modica è stata una giornata di protesta e sensibilizzazione sul caso università. Un centinaio di studenti si sono riuniti davanti a palazzo S. Domenico ed hanno poi partecipato ai lavori del consiglio comunale. In aula il dibattito si è protratto per due ore abbondanti con interventi dei vari capigruppo.

Varie e diversificate le proposte a cominciare da una seduta aperta del consiglio per dibattere il caso in modo approfondito. Negli studenti c’è la consapevolezza che il caso Modica è ancora più difficile di quello di Ragusa perché Modica ha accumulato debiti in abbondanza e la decisione di chiusura di scienze dell’amministrazione di economia era stata già anticipata. Consapevoli di questo gli studenti si battono tuttavia per il mantenimento del tutoraggio che consentirebbe a tutti di seguire le lezioni delle materie principali di indirizzo. Gli studenti modicani si aggregheranno a quelli del capoluogo per la manifestazione indetta a Catania per giorno 17.

Corrierediragusa.it

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