Dove ti trovi

Notizie Attualità ragusa

Giu
16

Vertenza università a Ragusa, pronto il ricorso al Tar

Inserito in // Notizie / Attualità

I rappresentanti istituzionali della provincia e il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Universitario Ibleo hanno fissato le priorità d’intervento per annullare la decisione unilaterale del Senato Accademico dell’Università di Catania di non avviare i primi anni dei corsi di laurea di Agraria, Giurisprudenza, Medicina e Lingue. Intanto la determinazione di adire le vie legali con l’incarico all’avvocato Gianni Andrea Chiavegatti di presentare ricorso al Tar di Catania per chiedere la sospensiva della delibera del Senato Accademico che ha fissato la chiusura dei primi anni dei corsi universitari nella sede di Ragusa.



Il legale di fiducia del consorzio, intervenendo alla riunione coordinata nell’aula consiliare provinciale dal presidente della Provincia Franco Antoci, non ha voluto rivelare le altre azioni che verranno messe in campo ma si tratta di un’azione di difesa puntuale e su più versanti che dovrebbe a breve ottenere dei risultati immediati. L’altra strada da perseguire è l’interlocuzione col Governo Regionale e Nazionale: il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini. Una strada parallela che vorrebbe non essere sostitutiva della prima. E’ certo comunque che tutto il territorio ibleo sta mostrando compattezza in questa vertenza ed anzi i rappresentanti istituzionali hanno auspicato che ci sia coordinamento nelle azioni di protesta proprio per dare più forza al movimento che in modo spontaneo è sorto per mantenere l’Università in provincia di Ragusa.

Se la strada legale è già scattata, i parlamentari iblei hanno preso l’impegno di concordare gli incontri istituzionali con il presidente della Regione Siciliana Lombardo e il Ministro Gelmini per avere un’interlocuzione immediata ed efficace col Governo Regionale e Nazionale.

L´OPINIONE DEL RETTORE RECCA
"Niente esamifici, solo eccellenze". Il rettore dell´università di Catania Antonio Recca (nella foto) è stato chiaro con la delegazione iblea sul futuro dell’università. Recca ha chiuso le porte per il prossimo anno e lascia uno spiraglio solo per il 20102011.

«Un corso costa tre milioni di euro per garantire docenti , laboratori, biblioteche. L’università di Catania non intende inseguire le ambizioni dei territori ma solo l’eccellenza dei suoi corsi». Antonio Recca ha gelato parlamentari , amministratori, studenti e sindacalisti e non ha fatto un passo indietro.

QUASI RISSA TRA IL RETTORE RECCA, IL PRESIDENTE ANTOCI E IL SINDACO DIPASQUALE A CATANIA
Più che un incontro, uno scontro. C’è mancato poco che s’arrivasse alla rissa fra il rettore Antonio Recca e qualche consigliere provinciale di Ragusa; fra i più caldi di temperamento Silvio Galizia, il sindaco Nello Dipasquale, il presidente della Provincia Franco Antoci, mai visto così infervorato nella sua lunga attività politica e istituzionale. Solo la mediazione diplomatica del presidente del Consorzio Universitario ibleo Giovanni Mauro ha impedito che si arrivasse alle mani.

La bagarre s’è scatenata quando il rettore ha detto alla corposa delegazione iblea che il «teatrino sarebbe andato in onda domani nel corso di un incontro televisivo su Antenna Sicilia insieme al presidente Mauro. Galizia ha risposto che un rettore non poteva permettersi di offendere le istituzioni in questo modo.

Dopo attimi di forte tensione in cui gli animi di Recca, Antoci, Dipasquale e Galizia si sono eccessivamente surriscaldati, il dialogo ha preso il sopravvento concludendosi con l’impegno a rivedersi nel pomeriggio di venerdì alle ore 17 sempre in piazza Università. Stavolta con una delegazione ragusana molto più ristretta. Ci saranno i membri del Cda e i parlamentari nazionali e regionali iblei.

Il deputato del Pd Roberto Ammatuna ha definito «arrogante il comportamento del rettore, che ha manifestato insensibilità di fronte alle esigenze del territorio ragusano. C’è stato un vero e proprio scontro fra istituzioni, speriamo che domani prevalga il dialogo. Altrimenti? Non è escluso che sabato si possa occupare piazza Università e qualche strada importante di Catania».

Giovanni Mauro ha annunciato che il consorzio attiverà due procedimenti giudiziari, uno davanti al Tar per chiedere la sospensiva della delibera del Senato Accademico ed uno davanti al Tribunale per chiedere i danni per l’interruzione unilaterale del contratto.

Anche il Vescovo della Diocesi di Ragusa Mons. Paolo Urso è intervenuto nella complicata vicenda, asserendo che l´università iblea è un patrimonio culturale troppo prezioso per essere disperso. Mons. Urso auspica dunque che il rettore Recca torni sulla sua decisione.

CONSIGLIO PROVINCIALE APERTO A CATANIA: "L´UNIVERSITA´ IBLEA NON SI TOCCA"
In piazza a Catania per difendere l’Università a Ragusa.Le Istituzioni iblee si schierano a favore del Consorzio Universitario Ibleo che ha aperto una vertenza con il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Catania.

Il consiglio provinciale aperto, indetto dal Presidente del Consiglio Giovanni Occhipinti, ha manifestato pubblicamente in piazza Università a Catania per difendere i corsi universitari di Ragusa, che con una decisione unilaterale del Senato Accademico, sono stati cancellati a partire dal prossimo anno di studi.

Ad apertura dei lavori il presidente del Consiglio Giovanni Occhipinti ha stigmatizzato il comportamento del rettore di Catania che ha avuto poco rispetto delle istituzioni iblee in tutta questa vicenda.

Il presidente della Provincia Franco Antoci nel suo intervento ha ricordato che «una esperienza di 19 anni di presenza universitaria in provincia di Ragusa non può essere cancellata con un improvviso colpo di spugna.

"Abbiamo dovuto sottoscrivere - aggiunge Antoci - delle convenzioni-capestro ove tutti i possibili oneri erano a carico del Consorzio e degli enti locali, ma abbiamo sempre rispettato i nostri impegni. Invece in violazione delle convenzioni esistenti e in dispregio di una comunità operosa ed onesta che ha sempre onorato gli impegni, ecco che ci arriva la mazzata. Ma non permetteremo questo "scippo" ed attiveremo tutte le azioni possibili, sia politiche che giudiziarie, per evitare la cancellazione dei corsi universitari a Ragusa».

Durante i lavori consiliari sono intervenuti anche i sindaci di Ragusa e di Modica Nello Dipasquale ed Antonello Buscema che hanno stigmatizzato il comportamento poco istituzionale del rettore di Catania verso i rappresentanti degli enti locali della provincia di Ragusa; successivamente il presidente del Consorzio Universitario Ibleo Giovanni Mauro, ha fatto la cronistoria dell’interlocuzione avuta con il rettore di Catania in queste ultime settimane e della illegittima decisione del Senato Accademico di sospendere i corsi universitari a Ragusa dal prossimo anno.

GLI STUDENTI CI CREDONO ANCORA
Nel mantenimento dell’università in provincia credono ancora gli studenti che hanno dato vita ad una manifestazione in piazza S. Giovanni a Ragusa. La data limite per salvare il salvabile, forse la facoltà di lingue istituita a Ragusa, è comunque il 18 di questo mese quando il senato accademico si riunisce per approvare ufficialmente il manifesto degli studi per l’anno accademico 2009/2010.

«Ci sono cinquemila studenti interessati direttamente al problema – dice Giovanni Avola, Cgil- oltre a loro 54 precari da stabilizzare, sono numeri importanti oltre a tutto l’indotto che verrà a soffrire se questa decisione dovesse essere mantenuta. Come Cgil avevamo lanciato l’allarme già il 23 marzo in un convegno ma nessuno ci diede ascolto». Il sindacato ha chiesto al rettore Antonio Recca un incontro per domani pomeriggio per capire i margini di manovra ancora esistenti.

LA SITUAZIONE A MODICA
Anche a Modica è stata una giornata di protesta e sensibilizzazione sul caso università. Un centinaio di studenti si sono riuniti nei locali dell´università all´ex ospedale San Martino a Modica Alta.

Corrierediragusa.it

Sponsored Links