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Giu
19

Il porto di Marina di Ragusa crea un disoccupato

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In tema di mare è il caso di dirlo: pesce grande mangia pesce piccolo. Il porto turistico di Marina di Ragusa diventa protagonista assoluto della nuova stagione balneare iblea, ma rende disoccupato uno dei personaggi che ha scritto la storia della marineria da diporto: Ignazio Cascone. «Don ‘Gnazio», come lo chiamano gli amici, dal 1973 aveva la concessione demaniale allo Scalo trapanese, per ospitare le imbarcazioni da diporto e curarne il rimessaggio e la manutenzione estiva.



E di acqua sotto i ponti ne ha vista passare…Il suo porticciolo ha resistito per 36 anni a tutte le intemperie, ma l’ultima non l’ha proprio potuta evitare: il forte vento del progresso, dell’innovazione e della tecnologia, ha spazzato via la sua attività che gestiva a conduzione familiare.

Non ci sono più barche nel piccolo molo di Ignazio, anzi non c’è più nemmeno il piccolo molo. La sua gru è ferma al lato della strada in attesa non si sa di che, e gli storici clienti ad uno ad uno se ne vanno per stipulare i contratti di affitto nel porto. «E’ la prima estate che non lavoro – dichiara don ‘Gnazio»- ho sperato fino all’ultimo che la società di gestione del porto turistico, desse in concessione dei posti barca ai privati. Ma la ditta gestirà per molti anni, autonomamente, il porto. Sono già stati fatti numerosi contratti per l’affitto, ma nulla ancora si sa, su come sarà gestito il servizio di manutenzione delle imbarcazioni. Spero solo che si ricordino dei privati che per quasi 40 anni hanno svolto questa attività». Per Ignazio questo non è un addio ma solo un arrivederci a tempi migliori.

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