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Università: Ragusa "divorzia" da Catania e va con Messina
Ragusa si appresta a «divorziare» dall’università di Catania, per cominciare un nuovo corso (è il caso di dirlo) con l’ateneo di Messina. Il consiglio d’amministrazione del Consorzio universitario ibleo ha dato mandato al presidente Giovanni Mauro di attivare il primo anno di Scienze politiche indirizzo internazionale con l’università peloritana, a partire dal prossimo anno accademico. La sede sarà allogata a Ragusa o a Modica.
Inoltre i componenti del Cda hanno approvato la scorsa settimana il bilancio 2009. Per quanto riguarda gli altri corsi di laurea, il Consorzio attende la data del 25 giugno, giorno fissato per l´udienza presso il Tribunale di Ragusa che si pronuncerà sull´esposto presentato dal Consorzio che contesta all´università etnea la violazione della convenzione. Non è stata invece ancora fissata l´udienza presso il Tribunale per i ricorsi amministrativi di Catania.
Un´altra data importante è martedì 23 giugno, quando si terrà l´incontro fra il Rettore Antonino Recca e il ministro per la Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. A proposito di questo incontro, venerdì mattina, in conferenza stampa il Magnifico ha dichiarato che "soltanto in presenza di significativi fatti nuovi e adeguate garanzie potremmo eventualmente valutare nuovamente la situazione".
RECCA: A RAGUSA PROSEGUONO I CORSI ATTUALI, A MODICA NO
Nessun passo indietro. Antonio Recca conferma che dal prossimo anno non ci saranno corsi universitari a Ragusa ma solo il proseguimento di quelli attuali. «A meno di decisioni diverse del ministro all´istruzione Maria Stella Gelmini» aggiunge il rettore in sede di conferenza stampa lasciando una finestra aperta. Recca ha snocciolato dati noti e meno noti sui corsi decentrati. Non ha pagato Modica, sette milioni, non ha pagato Ragusa, solo un milione e mezzo sui tre milioni 900mila dovuti,non ha pagato Siracusa, 13 milioni.
«Chi vuole nuovi corsi dovrà anticipare fideiussioni bancarie decennali per garantire qualità, eccellenza e continuità» ha detto il rettore dell’ateneo catanese. «Catania rischia il dissesto finanziario se continua di questo passo- ha aggiunto il rettore- Dobbiamo rientrare nei parametri. La nostra politica sarà , meno corsi ma sicuri». Recca ha tenuto a precisare che gli studenti di Ragusa potranno continuare i loro corsi fino al compimento degli studi, che quelli di Modica dovranno invece continuare a Catania perché a Modica sarà previsto al massimo solo il tutoraggio.
»Non butteremo fuori nessuno-ha detto Recca- assicureremo la continuità». L’ultima speranza per l’università a Ragusa è dunque rinviata all’incontro che Maria Stella Gelmini avrà con il rettore martedì prossimo ma il dado ormai è tratto nonostante le proteste, i ricorsi e le proteste di questi ultimi giorni. L’unico spiraglio per mantenere qualche corso universitario è legato ad un accordo con altre università italiane ammesso che queste, alla luce delle motivazioni addotte dal rettore Recca, abbiamo voglia di creare una loro dependance in provincia di Ragusa.
Appare dunque depotenziata la manifestazione che il comitato «Pro decentramento» costituito dagli studenti di Ragusa, Siracusa e Caltanissetta, ha promosso per lunedì pomeriggio in piazza università a Catania in coincidenza della seduta del senato accademico che dovrà approvare il manifesto degli studi per l’anno 2009/2010.
Corrierediragusa.it
