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Domani si sottoscrive a Catania l´accordo per garantire il futuro dell´università in provincia
Dopo il sì del senato accademico e le pubbliche attestazioni di plauso e di compiacimento del mondo politico, amministrativo e sindacale, si apre il nuovo capitolo dell’università a Ragusa. Domani infatti il presidente del consorzio Gianni Mauro ed il rettore dell’università di Catania, Antonio Recca sono chiamati a sottoscrivere l’accordo con il quale l’università si impegna a mantenere Agraria, Giurisprudenza e Lingue a Ragusa ed il consorzio garantisce il rispetto dei propri impegni.
Si parte da due milioni 460mila euro che l’università esige entro la fine di settembre per far ripartire i corsi di laurea; è condizione capestro perché al momento dell’iscrizione tutti gli studenti saranno informati che senza il rispetto degli impegni economici da parte del consorzio non saranno attivati i corsi e gli studenti trasferiti a Catania.
Il consorzio deve trovare entro i termini previsti i soldi e soprattutto cominciare a guardare già al prossimo futuro. Il 20102011 infatti segna l’anno della qualità ed il rettore Antonio Recca ha fatto chiaramente capire che non si tratterà solo di soldi ma di strutture, di servizi, per la fruizione degli studenti e per tenere alto la qualità dello studio. La provincia di Ragusa, i suoi enti, i partner del consorzio devono farsi trovare pronti a questa sfida perché quella che il presidente della provincia Franco Antoci ha definito giustamente una battaglia vinta si può trasformare in una vittoria di Pirro o peggio ancora nella debacle definitiva.
ECCO COME SI E´ ARRIVATI AD UN PUNTO D´ACCORDO
Gli studenti universitari della provincia di Ragusa tirano un sospiro di sollievo. I corsi universitari sono salvi, ad eccezione di medicina, per cui la continuità degli studi universitari in provincia è assicurata. Non sono state vane le proteste e le iniziative intraprese sia dagli studenti sia dai rappresentanti istituzionali del territorio che vedono riconosciuta la validità della loro linea anche se ora dovranno essere puntuali nel rispetto degli impegni.
Il senato accademico dell’università di Catania ha infatti accolto le istanze del territorio nella sua seduta tenuta stamane. A Ragusa restano i primi anni dei corsi di laurea in lingue, agraria e Giurisprudenza a partire dal prossimo anno accademico; a Modica e Comiso restano attivi solo per il prossimo anno i terzi anni di economia aziendale e scienze del governo mentre a Comiso ci sarà informatica applicata.
La vertenza aperta dai territori ha riguardato anche Siracusa, i cui corsi di studio restano ancora in bilico in attesa di un incontro successivo in cui si parlerà del versamento dovuto all’università di Catania, quasi quattro milioni di euro, e non ancora versato. Le decisioni del senato accademico saranno sottoscritte davanti al ministro della pubblica istruzione nell’incontro fissato per la prossima settimana; il ministro si farà garante dell’applicazione delle clausole contenute nell’accordo che è molto dettagliato e puntuale.
L’università di Catania chiede infatti il saldo del debito di due milioni 460mila euro per questo anno accademico: la somma dovrà essere versata entro settembre pena la chiusura dei corsi ed il trasferimento di ufficio degli studenti a Catania. Di questa clausola verranno messi al corrente gli studenti al momento dell’immatricolazione. Il consorzio universitario di Ragusa dovrà tra l’altro impegnarsi a rispettare tutte le scadenze di pagamento nel corso del prossimo anno ed anche a ritirare il ricorso davanti al Tar mentre l’università rinuncia al decreto ingiuntivo nei confronti del consorzio.
Corrierediragusa.it
