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Lug
06

Non usi la scopertura? Alla Banca Agricola paghi lo stesso

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Il correntista non usufruisce della scopertura accordata dall’istituto di credito? Paga lo stesso una commissione fissa addebitata ogni tre mesi sul conto corrente. E’ la scelta operata dalla «Banca Agricola Popolare di Ragusa», che sta facendo montare su tutte le furie migliaia di clienti. Perlomeno, quelli che se ne sono accorti. L’istituto di credito ha difatti comunicato questa decisione tramite una missiva recapitata al domicilio dei clienti, a seguito della soppressione della commissione di massimo scoperto dal 28 dello scorso mese, che, a differenza di quella nuova, veniva pagata solo se il correntista fruiva del fido accordato.

 

La proposta di modifica unilaterale del contratto da parte della Bapr si intende tacitamente accettata se, entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione, il cliente non comunichi all’istituto di credito di rinunciare alla scopertura. Accade però che centinaia di utenti «distratti» non si siano accorti della novità. E’ altrettanto lapalissiano che oltre il 70% della clientela della Bapr non potrà rinunciare alla concessione del fido, in quanto si tratta in primis dei dipendenti comunali e delle cooperative sociali, che, come noto, ricevono le spettanze dal comune solo quando l’ente dispone della liquidità.
Ecco perché le proteste montano copiose ogni giorno che passa, in quanto gli utenti vedono questa scelta operata dalla banca come una nuova tassa, e neanche troppo leggera. Difatti, per un fido accordato di 10mila euro, si pagano 25 euro a trimestre, per un totale di 100 euro annue, anche se il fido in effetti utilizzato è pari a zero. Dalla banca si giustificano asserendo che «la nuova commissione, dopo la soppressione di quella vecchia, va intesa come una remunerazione accordata all’istituto di credito per la messa a disposizione di fondi a favore del correntista, indipendentemente dall’effettivo prelevamento delle somme».
Anche per il cosiddetto «sconfinamento», vale a dire quando il conto corrente risulta scoperto anche di poche euro, si paga una somma pari a 7 euro e 50 centesimi. Una batosta che colpisce anche i pensionati: da qui la presa di posizione di Giorgio Scirpa, della segreteria regionale del sindacato pensionati italiani della Cgil, che denuncia «la comparsa di una odiosa tassa».

Corrierediragusa.it

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