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Lug
28

Luci e ombre su giurisprudenza, Pavia lancia l´allarme

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«Ero presente alla riunione del senato accademico e confermo; l’intenzione del rettore Antonino Recca e del preside Vincenzo Di Cataldo è quella di chiudere tra un anno la facoltà di Giurisprudenza a Ragusa». Non usa mezzi termini Paolo Pavia, rappresentante degli studenti per i corsi di laurea del capoluogo ibleo. Secondo Paolo Pavia il progetto originario di Recca di smantellare Ragusa è cambiato solo nella strategia perché il rettore si è reso conto di andare incontro a controversie legali penalizzanti per l’ateneo se avesse mantenuto il no alle facoltà a Ragusa.

La sostanza delle richieste dell´Ateneo nei confronti del Consorzio non è mutata ed ecco che l´obiettivo di mantenere solo due facoltà – precisa Paolo Pavia- così come da sempre dichiarato dal rettore, diventa possibile con l´aiuto del preside di Giurisprudenza. Questi ha infatti dichiarato in Senato accademico la propria volontà di lasciare Ragusa a partire dal 2010-2011, a prescindere dal fatto che il Consorzio renda disponibili le risorse finanziarie richieste».

Fin qui Paolo Pavia che contraddice il presidente del consorzio Giovanni Mauro che negli ultimi giorni si è prodigato a smentire e precisare che Giurisprudenza non corre pericoli così come le altre facoltà. La questione università a Ragusa resta dunque apertissima e si gioca su diversi tavoli. Anche il taglio di un milione e passa di euro a Catania per la non brillante perfomance della qualità della didattica e dei servizi così come accertato dagli organi di controllo del ministero con un posto di retroguardia nella classifica nazionale ha giocato nelle determinazioni del rettore e del preside Vincenzo Di Cataldo.

Non a caso, a proposito di qualità ed efficienza, si è innescato in questi giorni il caso della facoltà di lingue con docenti costretti a tagliarsi lo stipendio, biblioteca chiusa, laboratorio mai aperto, mancanza di aule. Il presidente Mauro ha messo all’ordine del giorno del prossimo Cda l’argomento tra cui l’annunciato finanziamento promesso dall’uscente presidente del Cda Giuseppe Drago di 390 mila euro per Lingue. Di questo impegno di spesa non c’è traccia e Mauro vuole capire come e dove si potrà attingere a questi fondi utili per migliorare la qualità dello studio a lingue. Le uniche certezze per la facoltà sono al momento il trasferimento nella sede di S. Teresa del laboratorio informatico di piazza Pola e l’impegno di aprire al più presto il laboratorio multimediale nella sede del Carmine.

IL PRESIDENTE DEL CONSORZIO UNIVERSITARIO MAURO RASSICURA: "E´ ANCORA TUTTO DA VEDERE"

"Per il corso di laurea in giurisprudenza a Ragusa è ancora tutto da vedere, e, in ogni caso, sarà sempre il consorzio universitario ad avere l´ultima parola. Comunque, mi sento di escludere a priori fin da adesso la paventata chiusura di giurisprudenza". E´ quanto dichiaratoci al telefono dal presidente del consorzio universitario Giovanni Mauro (nella foto).

"Tutta la situazione sarà condizionata dall´adeguamento al decreto Gelmini dei fondi economici a nostra disposizione - prosegue Mauro - ma il futuro di giurisprudenza dipende in primis dal consorzio, non dall´ateneo di Catania, con il quale potremmo anche decidere di chiudere il rapporto, proseguendo il corso di laurea in giurisprudenza con qualche altra università. Le prossime settimane - conclude Mauro - contribuiranno a fare chiarezza sull´entità dei fondi che ci saranno destinati e, anche in base a ciò, decideremo il da farsi ma, lo ripeto, giurisprudenza non chiuderà".

Vincenzo Di Cataldo, preside della facoltà, aveva lasciato intendere, nel corso dell´ultima riunione del senato accademico, di non essere interessato più di tanto a mantenere il corso di laurea a Ragusa, anche se il consorzio universitario dovesse far fronte al contributo di tre milioni di euro per il quale si è impegnato.

La soppressione di Giurisprudenza, nella visione di Di Cataldo, sarebbe operativa dall’anno accademico 2010. Tra i circa 800 studenti iscritti a Ragusa si era logicamente creato un certo allarme, adesso smorzato da Mauro. Gli studenti di Medicina frequenteranno invece le lezioni a Catania dal prossimo settembre, ed anche a Lingue la situazione non è delle migliori con docenti senza contratto e studenti sul piede di guerra.

I docenti di Lingue che hanno sottoscritto un documento con il quale si chiede che il consorzio onori i suoi impegni con il corpo docente che attendono ancora di essere pagati a fronte di tutte le assicurazioni verbali finora ricevute.

Corrierediragusa.it

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