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Ragusa: duemila anziani senza assistenza
Duemila pazienti senza assistenza. Dal primo settembre infatti l’assessorato regionale alla sanità ha sospeso l’assistenza domiciliare integrata, Adi, in provincia di Ragusa, non concedendo l’autorizzazione alla Ausl 7 di stipulare il nuovo contratto con la ditta che si è aggiudicata la gara.
L’assessorato ha raccomandato alla Ausl 7 di gestire in via diretta il servizio, nell’ottica del risparmio per la sanità pubblica, ma il rimedio trovato dall’assessorato sembra peggiore del male. Per non far mancare l’assistenza domiciliare ad anziani e persone in condizioni fisiche precarie, le famiglie di circa duemila assistiti dovranno pagare infermieri e fisiatri per continuare le loro cure.
Dal punto di vista occupazionale ci sono inoltre 70 infermieri e 30 fisiatri che non avranno un lavoro da svolgere e si ritroveranno disoccupati; per gli assistiti c’è l’alternativa di ricorrere ai pronto soccorso degli ospedali o al ricovero con aggravi ed intasamenti per i vari servizi ospedalieri. Per il nuovo direttore generale Ettore Gilotta che si insedia proprio martedì prossimo, ricevendo ufficialmente le consegne da Fulvio Manno alle 9 ed alle 11 dal manager dell’azienda ospedaliera, Calogero Termini, il caso dell’assistenza domiciliare agli anziani è il primo da risolvere con una certa urgenza vista anche la rilevanza sociale del problema e le conseguenze dirette sul piano occupazionale.
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