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Ragusa: bagno di folla per la festa di San Giovanni
La giornata in cui si è celebrato il martirio di San Giovanni Battista, patrono della città e della diocesi di Ragusa, ha fatto registrare il pienone. La comunità dei fedeli ha partecipato, sin dalle prime ore del mattino, alle varie funzioni religiose programmate in Cattedrale, compresa la solenne concelebrazione presieduta dal vescovo di Ragusa, mons. Paolo Urso. Migliaia di fedeli non si sono persi la festa, la processione e i tradizionali fuochi d´artificio.
Assieme al clero della diocesi, al parroco della Cattedrale, don Carmelo Tidona, ai lettori, agli accoliti, ai ministri straordinari della comunione eucaristica, ai ministranti e seminaristi, ai cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, il vescovo ha lanciato il messaggio spirituale delle celebrazioni. Mons. Urso ha ricordato la necessità di ricercare la propria identità.
E per far sì che il messaggio potesse avere maggiore incisività ha ricordato tre figure, quella del Battista, di Erode ed Erodiade. «Il Battista – ha chiarito il vescovo – rappresenta il martire che conosce bene qual è la propria identità e vi mantiene fede sino alle estreme conseguenze. Il martire, così come dice la radice della stessa parola, è colui che ricorda chi è, che non è dimentico della propria missione. Erode, invece, incarna l’uomo di potere, che prima difende il Battista, ma poi lo incarcera e lo fa uccidere. E’ una figura contraddittoria, disposta a tutto pur di accrescere il proprio potere. E poi c’è Erodiade, la figura della donna senza scrupoli, della donna violenta. Chiediamoci: in quale di queste figure ci riconosciamo?».
Il vescovo ha lanciato un altro messaggio. «Il Battista – ha detto mons. Urso – ha avuto la piena consapevolezza della propria identità. «Io chi sono?» si è chiesto più volte. Era comodo potesse essere quello che la gente si aspettasse, cioè il Messia. Ecco perché ciascuno di noi deve essere se stesso. Non quello che la gente vuole che sia bensì ciò che il Signore ha pensato da sempre di ciascuno di noi. Spesso, vogliamo essere altri da noi, non siamo soddisfatti, non ci piacciamo, vogliamo essere copie di altri. Essenziale, invece, essere sempre se stessi. Ecco perché il Signore ci ha fatto diversi e ci vuole diversi».
Tanti fedeli, con i ceri votivi, hanno partecipato alla cerimonia di traslazione del simulacro di San Giovanni Battista dalla parrocchia Sacra Famiglia, dove prima si era tenuta una funzione religiosa presieduta dal cappuccino Enzo Zagarella. Ad aprire la processione religiosa il diacono transeunte Riccardo Bocchieri. Ancora una volta, la presenza di tantissima gente che si è stretta attorno alla figura del patrono ha dato il senso della partecipazione della comunità dei fedeli ad un evento religioso tra i più sentiti dell’intera provincia di Ragusa. In migliaia hanno poi seguito la processione finale della giornata conclusiva delle celebrazioni del Santo Patrono di Ragusa.
Corrierediragusa.it
