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Set
01

Esplode la rabbia dei precari, nel mirino anche i sindacalisti

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Comincia con la vibrata ed eclatante protesta degli insegnanti il nuovo anno scolastico in provincia. Gli interessati, dinanzi alla prospettiva di 150 incarichi annuali in meno, hanno dato vita ad un sit-in ed hanno manifestato tutta la loro rabbia. Qualcuno si è addirittura incatenato, mentre altri hanno anche inveito contro i rappresentanti sindacali, rei di non vere difeso la categoria.

 

La situazione rimane incandescente alla luce delle mancate riconferme dei docenti precari con conseguente perdita del posto di lavoro. Ieri sono intervenute anche due volanti della Digos per tenere la situazione sotto controllo. Pochissime le nuove nomine in provincia e situazioni a rischio anche per i docenti di ruolo. A Ragusa come nel resto del Paese i docenti non ci stanno e pensano ad azioni clamorose.

«Si spera negli effetti del protocollo d’intesa siglato fra Stato e Regione- dice il provveditore agli Studi Cataldo Dinolfo, a Ragusa dal 2007- per sopperire alle minori nomine, in Sicilia 1.700 docenti e 300 personale Ata». Ancora si sa molto poco dell’accordo siglato fra l’assessore alla Pubblica istruzione Lino Leanza e il ministro Gelmini.

Nell’elenco del personale da nominare figurano 99 posti di insegnanti di sostegno per le elementari, 233 collaboratori scolastici (ex bidelli), 7 segretari, 32 assistenti tecnici, 4 addetti azienda agraria. A conti fatti, mancano all’appello, rispetto al settembre dell’anno scorso ben 150 incarichi. «La legge finanziaria ha contratto ulteriormente le nomine annuali- continua il capo dell’Ufficio scolastico provinciale- Si calcola che in tutt’Italia avremo 43 mila posti in meno, di cui circa 6 mila solo in Sicilia».

Per la scuola primaria e secondaria sarà l’ultimo prima della riforma Gelmini che entrerà in vigore dal 2010-11 con ristrutturazione di percorsi formativi, accorpamenti di indirizzi e di scuole, aumento del numero degli alunni per classe. Il ministro ha annunciato in questi giorni anche un nuovo sistema di reclutamento dei docenti per annullare alla base la formazione del precariato, vera piaga della scuola degli ultimi 50 anni.

L’anno scolastico si apre oggi con una appendice di quello trascorso, visto che per i primi dieci giorni di settembre gli alunni saranno impegnati nel recupero delle materie in cui nello scrutinio di giugno non sono stati valutati positivamente. Nella sostanza si tratta dei vecchi esami di settembre che la burocrazia ministeriale, seguendo le indicazioni della politica, ha voluto cancellare almeno dal punto di vista formale.

Gli alunni «sospesi nel giudizio» dovranno sottoporsi a prove scritte ed orali ed i consigli di classe torneranno a riunirsi nella loro vecchia composizione per valutare il raggiungimento o meno degli obiettivi minimi per affrontare la classe successiva. Il ministero ha impegnato un milione di euro per garantire i corsi di recupero alle famiglie ed agli studenti con esiti spesso discutibili sia dal punto di vista organizzativo sia dei contenuti.

Corrierediragusa.it

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