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Ragusa: al via il distretto orticolo del Sud est
Da Portopalo ad Agrigento passando per Ragusa e Caltanissetta; è il distretto orticolo del sud est della Sicilia che conta seimila addetti, 771 imprese e 62 tra enti pubblici, locali ed associazioni di categoria. Sud est non è dunque un’idea legata solo al barocco ma anche al mondo produttivo agricolo che comprende marchi e prodotti di qualità a cominciare dal pomodorino di Pachino. L’idea originaria di aggregare le aziende orticole di Ragusa e Siracusa si è ampliata ed è cresciuta nella sua visione di insieme coinvolgendo anche il distretto serricolo di Licata e di Palma di Montechiaro ed il distretto ortofrutticolo dell’area nissena.
Il patto per lo sviluppo distrettuale del sud est sarà presentato venerdì nel corso del convegno che si apre alle 16 presso la struttura del foro boario di contrada Nunziata a Ragusa. Saranno presenti l’assessore regionale alla Cooperazione, Giambattista Bufardeci, l’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Cimino, che interverranno sul tema «Gli aiuti alle imprese nell’ambito delle politiche di sviluppo della Regione Sicilia». Le conclusioni sono affidate al presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Giuseppe Tumino, presidente della Camera di commercio di Ragusa, nonché legale rappresentante del Distretto orticolo del Sud-Est Sicilia aprirà i lavori mentre a moderare la tavola rotonda su «Le modalità organizzative dei distretti produttivi» sarà il presidente regionale della Crias, Rosario Alescio.
L’occasione dell’incontro di Ragusa servirà anche a programmare le linee di sviluppo in un arco triennale da parte dei soggetti sottoscrittori del progetto orticolo del Sud Est. L’obiettivo è quello di integrare gli interventi infrastrutturali, di programmazione, di ricerca e di promozione di un innovativo sistema economico agro alimentare senza rinnegare le specificità dei singoli territori. Il piano di sviluppo complessivo è suddiviso in quattro assi tematici ed individua interventi strategici di sistema, a servizio della crescita diffusa per la filiera, per un ammontare di 91.385.800 euro, di cui in media il 40 per cento è costituito da finanziamenti pubblici.
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