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Niente peculato e truffa, prosciolti due dipendenti denunciati dall’ex Ausl 7
I due funzionari della ex Ausl 7 (oggi Asp) che erano stati denunciati dall’azienda per presunti reati di peculato e truffa in concorso, sono stati prosciolti dal Tribunale di Ragusa. La sentenza del Giudice dell´udienza preliminare Vincenzo Ignaccolo è del 17 giugno, depositata il 22, ma la notizia è rimbalzata in questi giorni, dopo che della vicenda ne ha parlato in qualche modo persino Roberto Galullo su Rai24 nella trasmissione radiofonica dal titolo «Un abuso al giorno toglie il medico d’intorno».
I due funzionari, uno di Santa Croce Camerina e l’altro di Ragusa, per i quali il sostituto procuratore Monica Monego aveva chiesto il rinvio a giudizio per essersi allontanati dal posto di lavoro senza aver timbrato il cartellino e per avere utilizzato la macchina di servizio per ragioni esclusivamente personali in concorso, sono stati prosciolti perché il «fatto non costituisce reato» e perché il «fatto non sussiste». Gli addebiti contestati si svolsero il 13 giugno del 2006, 3 anni fa.
L’ex direttore dell’Ausl Fulvio Manno ha portato in questi giorni la vicenda all’attenzione di Rai 24 e persino del ministro Renato Brunetta, manifestando all’uomo che combatte gli abusi nella pubblica amministrazione tutto il suo «sbalordimento» per una sentenza che assolve «i due imputati, sebbene la richiesta di rinvio a giudizio del pm, sostenendo che la pausa caffè entro la mezz’ora non costituisce reato e che l’utilizzo della macchina dell’azienda non è peculato perché in fondo la vettura è stata riportata». L’azienda nella lettera al ministro inviata il 7 agosto scorso ha preannunciato di voler proporre impugnazione per il tramite dell’avvocato Vittorio Cassì.
La sentenza in qualche modo tranquillizza i dipendenti della pubblica amministrazione che nell’arco della giornata usufruiscono di una breve pausa caffè che non superi la mezz’ora e che utilizzano un mezzo aziendale a condizione che lo riportino subito in sede.
I due funzionari (difesi dagli avvocati Guglielmo Barone, Monica Devita e Nitto Rosso del foro di Ragusa), nelle loro lettere di giustificazione hanno sostenuto che il 13 giugno del 2006 i fatti si svolsero in maniera diversa rispetto alla tesi che sosteneva l’accusa. Un funzionario dichiarò che dovendosi recare presso alcune strutture dell’azienda per la rilevazione di beni non più in uso, incontrò per caso un collega che gli propose, nell’attesa di un altro collega che tardava ad arrivare, di andare a fare colazione presso un bar di via Archimede, dove è stato difficile trovare un parcheggio. L’altro funzionario ha sostenuto, invece, che si era recato a fare colazione obbligatoriamente a quell’ora dovendo assumere dei farmaci per seguire la terapia del medico.
Corrierediragusa.it
