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Abusivi Iacp, Nello Dipasquale e Giovanni Cultrera quasi allo scontro fisico
Lo Iacp gestisce in Provincia di Ragusa circa 2.200 case popolari. Trecento sono occupate da abusivi, che devono essere sfrattati in base a un calendario già stilato; 1.900 case se li contendono regolari e morosi (quest’ultimi vengono sollecitati a mettersi in regola). I crediti vantati dall´Istituto nei confronti dei morosi ammontano a circa 45 milioni di euro.
Il primato dell’abusivismo ce l´ha Scicli (95 case). Seguono Ragusa (79), Modica (61) Vittoria (41) ( una volta tanto non occupa il primo posto in negativo), Comiso (19), Pozzallo (13), Acate (11), Ispica (8), Santa Croce Camerina (1). I cosiddetti virtuosi della Provincia, senza nemmeno un abusivo, sono Chiaramonte Gulfi, Giarratana e Monterosso.
Di tutti i presidenti che si sono alternati, in silenzio e quasi inosservati, l’ultimo inquilino dello Iacp ha già lasciato il segno in meno di un anno di gestione. Giovanni Cultrera, avvocato, prima Foza Italia, oggi quota Mpa (fedelissimo di Riccardo Minardo), presidente-decisionista dell’Istituto autonomo case popolari di Ragusa fa sul serio. Ieri è arrivato quasi alle mani con il sindaco Nello Dipasquale che con un gruppo di «sfrattati» è andato a discutere la delicata e scottante vicenda nello studio dello Iacp. Attimi di tensione sotto gli occhi di poliziotti e di agenti della Digos mandati dal questore Giuseppe Oddo, il cui ufficio è a due passi dallo Iacp.
Cultrera afferma che «morosi e abusivi devono lasciare le case occupate per darle a chi ha il diritto e i requisiti». E non può più tornare indietro. Dopo la crociata antiabusivi partita mercoledì con il primo provvedimento giudiziario e i tafferugli registratisi in via Cesare Terranova, lo Iacp deve eseguire in tutto 300 sfratti. Il mese scorso Giovanni Cultrera, stuzzicato da Rifondazione comunista di Vittoria sul degrado delle case popolari in provincia, aveva lanciato messaggi inquietanti: un po’ criptati ma giunti a destinazione. «Gli inquilini pretendono la ristrutturazione delle case ma non pagano il canone mensile con la compiacenza di partiti e politici».
Per come si stanno mettendo le cose, la domanda è d’obbligo. Presidente chi sono questi partiti e questi politici che favoriscono l’abusivismo e la morosità allo Iacp?
«Lo immagino ma non ho le prove per dirlo. Noi abbiamo il dovere di ristrutturare le case, ma abbiamo anche il diritto di riscuotere il canone. Non le sembra? Lei a casa sua spende se non incassa?»
Che possibilità hanno i morosi di mettersi in regola?
«La più grossa morosità è di 37 mila euro, che oscilla in base al reddito. Ci sono morosi anche da 800 e da 1000 euro. C’è la possibilità di regolarizzare in 72 rate pagando subito il 20% del debito».
Presidente, lei dice che le case sono state lasciate dai precedenti inquilini in condizione disastrose. Perché nessuno è intervenuto?
«Perché qualcuno ha favorito quest’andazzo. Chi? Lo immagino ma non so posso dirlo perché non ho le prove».
La storia dello Iacp è lunga e parte dai tempi della Prima Repubblica. Negli ultimi anni si sono avvicendati fior di presidenti. Franco Muccio dal ’95 al ’98; poi 2-3 anni di commissariamento, quindi Salvatore Campanella dal 2002 al 2008, infine Giovanni Cultrera. Apriti cielo!
Il Cda dello Iacp è composto da Rosario Tumino (Udc), Antonio Blandizi (ex An), Sebastiano Caggia (senza patrocinio politico), Adriana Lo Monaco (ex An), Mario Marino (Udc), Giuseppe Castagna (Cgil), Vincenzo Pluchino (Uil) e Salvatore Scala (Cisl). Il direttore generale è Giovanni Scuderetti e Rita Xiume presiede il Collegio dei revisori dei conti. I compensi e le retribuzioni del personale e del Cda provengono dal canone degli inquilini. Senza riscossione si rischia di non prendere lo stipendio.
Quello che è accaduto in questi giorni è di portata storica. E altri eventi in calendario fanno temere per l’ordine pubblico in tutti i comuni della provincia. Forze dell’ordine e Digos sono in stato d’allerta. Questore Giuseppe Oddo e prefetto Francesca Cannizzo sono d’accordo nel sostenere l’azione del presidente Cultrera. Nel rispetto della legalità, chi è moroso e abusivo deve lasciare il posto a chi viene dopo in graduatoria. Le graduatorie le formano i comuni, lo Iacp assegna le case, riscuote il canone e provvede alla manutenzione. Regole da paesi civili, ma qualche volta avviene il contrario.
Il calendario dei prossimi sfratti è pieno. Il 20 ottobre di nuovo a Ragusa in via Cesare Terranova. Comiso il 30 ottobre, via Frategianni e il 16 novembre in via delle Viole. Il 17 e 23 novembre a Ragusa in via Dei Platani e in via Terranova. Primo dicembre di nuovo in via Terranova a Ragusa, 3 lotti da liberare. Gli altri provvedimenti esecutivi sono in fase di emanazione da parte del Tribunale. Poi dovrebbe toccare a Vittoria, contrada Fanello presso mercato dei fiori.
Corrierediragusa.it
