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Nov
29

Quando un siciliano fondò Il Cairo. Realtà, non leggenda

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Partivano alla volta dell´Africa stipati su dei barconi, proprio come oggi accade all´inverso. Nella seconda metà del 1800 i siciliani, distrutti i sogni di un futuro migliore, poverissimi, lasciano l´isola cercando fortuna verso le sponde del Nord Africa.

 

Un convegno internazionale di studi a Ragusa, alla presenza di esperti e docenti provenienti anche da Malta, Libia, Tunisia ed Egitto, fa il punto con la speranza di riaprire dal punto di vista storico e culturale una delle pagine più nere e drammatiche dell´emigrazione siciliana, avvenuta molti anni prima di quella, più nota, verso gli Stati Uniti d´America.

Il convegno «Siciliani d´Africa», promosso da Cinema Nuovo Italiano, in collaborzione con la Regione e il Comune di Ragusa e con il supporto della Bapr, intende sviluppare una nuova fase di studi ripercorrendo le tappe fondamentali di quel fenomeno.

«Vogliamo ricostruire – ha spiegato l´assessore comunale alla cultura di Ragusa, Mimì Arezzo – quei passaggi fondamentali e al contempo drammatici della nostra storia quando i siciliani di quel tempo non avevano nemmeno i soldi per emigrare in America e dunque tentavano la fortuna in Africa, sponda più vicina. Ne emergono storie drammatiche ma anche di successo che stiamo cercando di riscoprire».

Una di queste l´ha raccontata il professore Emad El Baghdady, docente di lingue alla facoltà «Al Alsun» dell´Università egiziana di «Ain Shams». La città de Il Cairo fu fondata da un siciliano-arabo, Jawhar as-Siquilli, ovvero Jawhar il siciliano.

«Fu un personaggio molto importante – spiega il docente egiziano – Il suo nome è strettamente legato alla nascita della città ma anche alla costruzione della moschea di Al-Azhar, monumento che nasce dall´armona di diversi stili, dovuti ai lavori e agli ampliamenti di oltre mille anni di vita. La parte più antica della moschea è quella del cortile centrale, mentre i minareti furono costruiti lungo 4 secoli. Oggi questa struttura è al mondo la più grande università teologica dell´islam.

Jawhar as-Siquilli aveva delle valenti qualità, fu un eccellente condottiero, un buon consigiere politico e anche governatore saggio ed efficiente». Il convegno, che vede anche la proiezione di alcuni cortometraggi, proseguirà domani al castello di Donnafugata ripercorrendo alcune tappe essenziali delle principali iniziative culturali avviate negli ultimi anni tra le sponde del Mediterraneo.

«Il convegno cerca di dare la giusta dimensione al fenomeno dell´emigrazione dei siciliani verso il Continente Nero – spiega Arturo Mingardi, presidente di Cinema Nuovo Italiano - lanciando, alla luce dei corsi e dei ricorsi storici, un´auspicabile collaborazione tra la Sicilia e il Nord Africa».

Corrierediragusa.it

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