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Il Parco degli iblei non convince del tutto. Pochi vantaggi?
Sarà uno dei parchi più estesi d’Italia e certamente quello più grande della Sicilia. E’ il parco degli Iblei, che abbraccia 190 mila ettari di territorio e tre provincie, Ragusa, Siracusa e Catania. Da Monte Lauro a Vizzini, da Ragusa a Noto e fino all’ingresso di Siracusa. Suddiviso in tre fasce,una di assoluto rispetto dove non si potrà intervenire e sotto stretta tutela, la seconda, fascia B, con minimi interventi migliorativi e la terza, la C, dove gli insediamenti abitativi ed aziendali saranno sotto stretto controllo.
Il Parco degli Iblei, che già nel 2007 ha ricevuto un finanziamento di 250mila euro è stato voluto insieme agli altri istituiti in Sicilia e nel resto della penisola con una legge dello stato che ha bypassato anche l’autonomia regionale. Per parlare del Parco degli Iblei e delle refluenze che questo potrà avere sull’economia e lo sviluppo della provincia si è tenuta una riunione alla camera di commercio di Ragusa dove il sindaco Nello Dipasquale ha chiamato a raccolta tutti i sindaci interessati ed i rappresentanti delle istituzioni e delle categorie.
Il no al parco, almeno nella forma in cui è stato pensato e progettato , è stato corale perché comprometterebbe lo sviluppo della provincia e bloccherebbe di fatto qualsiasi insediamento in un territorio ad alta vocazione agricola e turistica. Molto delicata sarebbe poi la situazione dei tre comuni montani, Giarratana, Monterosso e Chiaramonte, che cadono tutti in fascia di massimo rispetto. L’assemblea ha dato mandato ad un comitato ristretto di redigere un documento con il quale la comunità locale avanza le proprie ragioni ed ha programmato un incontro urgente con il ministro per l’ambiente Stefania Prestigiacomo.
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