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Dal Texas alle coste iblee, riecco le trivelle alla ricerca dell´oro nero
Le trivelle tornano al largo della costa ragusana. Lungo il tratto di mare che va da Scoglitti a Sampieri su un’area complessiva di 460 km quadrati il ministero dello Sviluppo economico ha rilasciato una concessione per la ricerca di idrocarburi alla Srn, Sviluppo risorse naturali, società con sede a Roma, controllata dalla «Mediterranean Resouces» che ha sede ad Austin, Texas. E’ la stessa società che opera da venti anni in provincia di Ragusa dove sulla terraferma è titolare della concessione «Irminio».
La nuova concessione risale all’aprile dello scorso anno ed ha una durata di sei anni e riguarda la possibilità di effettuare indagini per verificare la presenza di giacimenti petroliferi al largo della costa iblea. Entro l’anno la Srn dovrebbe essere in possesso di tutte le autorizzazioni da parte del ministero competente per passare successivamente all’avvio delle indagini conoscitive. Se le indagini sottomarine dovessero confortare i tecnici della Srn la società passerà ad attrezzare i pozzi; i tempi prevedibili prima che i pozzi entrino a pieno regime non sono inferiori a dieci anni. La notizia ha già suscitato preoccupazione tra le associazioni ambientaliste della provincia inducendo Legambiente a dire «Il commissario Montalbano nuoterà in un chiazza di petrolio.
Il futuro di questa provincia deve essere uno sviluppo sostenibile non quello del petrolio». Rassicurante Srn, il cui direttore generale Antonio Pica dice «Opereremo sotto le direttive del ministero come abbiamo fatto da sempre. Abbiamo sfruttato sette mila giacimenti e non abbiamo mai procurato i disastri temuti dagli ambientalisti».
Corrierediragusa.it
