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Cisl di Ragusa e Siracusa unite a Noto contro i tagli ai treni
"L’unità d’Italia passa attraverso l’unità dei territori e dei popoli: no a tagli borbonici della ferrovia che isolano e separano". È questo lo slogan dell’iniziativa annunciata dai segretari generali delle Ust Cisl di Siracusa e Ragusa, Paolo Sanzaro e Giovanni Avola, insieme ai segretari della Federazione Trasporti, contro i nuovi tagli ai treni regionali che collegano i due capoluoghi.
Le delegazioni delle due confederazioni provinciali, partiranno in treno, ognuna dalla stazione centrale della propria città, per ricongiungersi a Noto domani alle 11. «A 150 anni dallo sbarco dei Mille – hanno dichiarato Sanzaro e Avola – vogliamo simbolicamente riproporre un viaggio che unisca due popoli e due territori. Mentre si celebra un anniversario importante per la riunificazione del nostro Paese, non possiamo tacere le difficoltà e, spesso, l’emarginazione che vivono le nostre realtà.
La Cisl e la Fit di Siracusa e Ragusa – hanno continuato i sue segretari generali – intendono opporsi all’isolamento imposto dai tagli chirurgici al trasporto ferroviario. In attesa del prossimo orario di Trenitalia, che verrà ufficializzato a giugno, è chiaro il progetto di smantellamento che, così come facilmente riscontrabile online, predilige ridurre i treni e affidarsi al trasporto alternativo.
Ci si affida agli autobus che triplicano i tempi di percorrenza, costringendo molti turisti a desistere dal visitare le città del barocco». Paolo Sanzaro e Giovanni Avola hanno invitato tutti i sindaci interessati ed i rispettivi presidenti della Provincia. «L’unità tra i territori del barocco – hanno aggiunto i due segretari generali delle Ust di Siracusa e Ragusa – passa attraverso il coinvolgimento di tutti gli enti locali, della politica, del sindacato e dei cittadini. Il sistema infrastrutturale non permette e non ammette divisioni politiche di sorta. Chiediamo a tutti una presa di coscienza autentica; serve un progetto condiviso che guardi allo sviluppo dei nostri territori.
Lo «sbarco» simbolico a Noto intende accendere un riflettore su questa vicenda. Ecco perché, a partire dalle 11.30 ci ritroveremo nell’aula consiliare di Noto per denunciare con forza le decisioni del Trasporto regionale e richiamare il valore economico, importante, della ferrovia. Non vorremmo che oggi, dopo avere unito anche l’Italia, il treno diventi invece, per le nostre due province, oggetto di isolamento e allontanamento dal resto del Paese».
Corrierediragusa.it
