Notizie Attualità ragusa
Giu
08
ANDREA CAMILLERI:
Salviamo il Val Di Noto dalle trivelle. E' il padre del commissario Montalbano, Andrea Camilleri a lanciare dalle pagine di Repubblica l'appello perché venga definitivamente e "irreversibilmente" stoppata la concessione data qualche anno fa ad una società americana per la ricerca di idrocarburi a un passo dalla zona dichiarata dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità. Nel Val di Noto "dove il destino e la storia hanno voluto radunare gli inestimabili, irripetibili , immensi capolavori del tardo barocco - scrive oggi Camilleri - una società petrolifera americana, la Panther Eureka, è stata qualche anno fa autorizzata dall'ex assessore all'industria della Regione Sicilia, a compiervi trivellazioni e prospezioni per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo". In caso positivo, è "già prevista la concessione per lo sfruttamento dell'eventuale giacimento", sottolinea. Che significherebbe, denuncia, "distruggere in un colpo solo paesaggio e storia, cultura e identità, bellezza e armonia", un colpo "mortale" al rifiorente turismo. L'inizio dei lavori, ricorda, è stato fermato nel 2003 dal governatore Cuffaro su proposta dell'assessore ai beni culturali Granata. "Ma è cominciato un balletto tutto italiano di ricorsi", fa notare Camilleri. Che lancia il suo appello perché "sia revocata in modo irreversibile quella contestata concessione" e "resa impossibile ogni ulteriore iniziativa che possa in futuro violentare e distruggere in ogni parte d'italia i nostri piccoli e splendidi paradisi". "C'é voluta la determinazione di Andrea Camilleri e il coraggio di pochi, nonostante l'ostracismo di molti, per riavviare un dibattito inviso non solo alla politica ma anche a gran parte dell'informazione siciliana". E' quanto afferma il sindaco di Modica, Piero Torchi, proprio commentando la lettera dello scrittore siciliano pubblicata oggi da Repubblica (che ha avviato una raccolta di firme), nella quale Camilleri invita alla mobilitazione per bloccare le concessioni petrolifere nel Val di Noto. "Le migliaia di firme raccolte in poche ore sul sito di Repubblica - aggiunge il sindaco - testimoniano l'adesione morale, ideale e materiale di tantissimi italiani a una battaglia che parla di civiltà, coerenza e buon senso. Il governo regionale provveda a fermare le trivellazioni". E, intanto, "l'ingegner Philippe Pallas, consulente dell'Onu per la valutazione delle risorse idriche, in una relazione tecnica fa emergere numerosi punti di criticità per quanto riguarda le trivellazioni petrolifere nel Val di Noto". Lo afferma una nota del rappresentante del Comitato "No triv", Paolo Pantano, che contesta le concessioni date dalla Regione siciliana per trivellazioni gas-petrolifere, in particolare alla società texana Panther Oil, in area dichiarata dall'Unesco Patrimonio mondiale dell'umanità. Secondo il Comitato, lo studio evidenzia "rischi non trascurabili, anche proiettati nel tempo, ben al di là della mera prospettazione degli interventi: 'La vita produttiva di un pozzo non e' molto lunga e rapidamente la produzione diminuisce e necessita la trivellazione di un altro pozzo per mantenere la produzione stabile, e allora l'analisi dei rischi va vista non come legata alla perforazione di un solo pozzo". Per il Comitato, che cita la relazione, "la tecnica che la Panther descrive di usare è il Ground penetrating radar, che non appare fattibile poiché (da esperimenti fatti in Egitto) non è in grado di penetrare oltre gli strati argillosi. E' molto probabile che verrà utilizzata la sismica riflessione con uso di esplosivi in pozzi superficiali oppure grossi vibratori che provocano mini-terremoti. Queste scosse possono avere un impatto negativo sulla circolazione delle acque sotterranee nelle fessure e faglie dei calcari". "La perforazione progettata può diventare una fonte di inquinamento - aggiunge la nota -: Il Val di Noto è classificato come territorio ad alto rischio sismico; vi sono inoltre rischi ambientali legati alla prossimità di riserve naturali". "Non ha alcun senso nemmeno ipotizzare di poter intervenire con le trivelle in un territorio sul quale da tempo si sta investendo per la valorizzazione dell'arte e del turismo". Lo afferma il senatore Francesco Ferrante (capogruppo dell'Ulivo in commissione Ambiente) che nel marzo scorso aveva presentato una interrogazione parlamentare sull'ipotesi di permettere l'uso delle trivelle nel Val di Noto. Oggi lo scrittore Andrea Camilleri, sulle pagine di Repubblica, ha sottolineato il rischio escavazioni che incombe sui capolavori del barocco siciliano distribuiti tra i comuni dichiarati dall'Unesco Patrimonio dell'umanità. E sempre oggi interviene il Comitato "No triv", che contesta le concessioni date dalla Regione e cita uno studio dell'Onu sui rischi, anche geologici, che le trivellazioni comporterebbero. "La straordinaria concentrazione di tesori architettonici e artistici tardo barocchi in questo luogo - aggiunge Ferrante -, famoso anche per la produzione di vini e alimenti pregiati, richiede interventi tesi esclusivamente alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale e allo sviluppo del turismo di qualità. Attività decisamente minacciate da qualsiasi tentativo di sfruttamento petrolifero del luogo". "Esiste uno studio di impatto ambientale - si chiede il senatore - per questo intervento, tanto rischioso per il territorio e le sue bellezze architettoniche? E infine, la popolazione locale è stata debitamente informata dell'avvio delle perforazioni?".
