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Giudice rigetta le istanze dei 22 dipendenti del Consorzio
Il giudice del lavoro del tribunale di Ragusa ha rigettato le istanze dei 22 dipendenti cosiddetti «dissidenti» del Consorzio universitario ibleo, che non avevano accettato la stabilizzazione, al contrario degli altri 29 colleghi, a causa di un articolo dello statuto giudicato lesivo dei diritti dei lavoratori, che, a loro dire, potevano essere licenziati in caso di chiusura del consorzio. Il giudice si è pronunciato limitatamente all’articolo 700 relativo alla procedura d’urgenza e al reintegro nel posto di lavoro, non sussistendo, secondo il giudice, i presupposti in questo senso.
Il consorzio aveva proposto la riapertura del bando di evidenza pubblica per i dissidenti, ponendo così fine alla vertenza e assumendoli a tempo indeterminato, ma alle stesse condizioni degli altri 29 già assunti nei termini previsti, vale a dire senza modificare l’articolo contestato.
Un linea di condotta condivisa dal giudice del lavoro, che ha rigettato nell’udienza di stamani le richieste del dipendenti, che chiedevano la modifica dell’articolo, considerato lesivo dagli interessati perché non garantirebbe il posto di lavoro anche dopo la chiusura del consorzio. I dissidenti proponevano quindi l´assunzione a tempo indeterminato senza clausole aggiuntive, ma il giudice del lavoro ha rigettato il ricorso. I 22 lavoratori si dicono comunque determinati a proseguire nella loro lotta e si riuniranno nelle prossime ore alla presenza del loro avvocato.
