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Nov
08

Le Acli sul lavoro: «Disoccupazione genera malattie psicosomatiche»

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«Da giugno a oggi 500 persone solo a Vittoria hanno avuto un colloquio allo sportello Enaip per la perdita del lavoro». Un’amara e reale riflessione fatta dalla psicologa Simona Licitra che genera pessimismo e scoramento fra i presenti al convegno delle Acli di Ragusa sul tema: «La questione del lavoro: tra identità individuale e responsabilità sociale», che ha visto la partecipazione di Michele Consiglio, vice presidente nazionale delle Acli, di Claudio Saita, direttore del Centro studi regionale delle Acli «Mons. Cataldo Di Naro», di Santino Scirè, presidente regionale delle Acli.

 

Ha aperto i lavori monsignor Giovanni Battaglia ed ha introdotto Antonella Occhipinti, responsabile provinciale Acli. Ha moderato gli interventi Rosario Cavallo, responsabile del Dipartimento lavoro Acli Sicilia.

Sotto accusa, il precariato, il turnover, il lavoro nero, il sommerso: ovvero le nuove parole d’ordine senza le quali non si trova un pass occupazionale nell’era della globalizzazione. Elementi che, tutti d’accordo, offendono la dignità dell’uomo. Proprio sull’etica del lavoro ha affondato il suo ragionamento don Mario Cascone, docente di Teologia morale e bioetica. «L’eticità del lavoro è il rispetto della dignità delle persone- ha detto il sacerdote- la disoccupazione è la piaga sociale; il capitale deve produrre lavoro, altrimenti è disonestà. Legittima la proprietà privata, a condizione che si possegga per fini sociali».

Il professore Clauido Saita s’è soffermato sull’aspetto sociale del mondo del lavoro e sul disagio giovanile che si manifesta come «un corteo di attori strampalati che attraversa le nostre città».

Stupefacenti i dati riferiti dalla psicologa Simona Licitra raccolti dalla sua esperienza di lavoro in qualità orientatrice allo sportello Enaip di Vittoria. «Da giugno a oggi- ha detto nella sua relazione «Sulle nuove prospettive e identità sociale»- ho avuto 500 contatti con persone che hanno perso il lavoro o con disoccupati solo nella città di Vittoria. La perdita del lavoro può generare malattie psicosomatiche. Il disoccupato occasionale si può trasformare in disoccupato cronico». Argomentazioni che vanno in controtendenza con i criteri della flessibilità di questi ultimi anni che hanno preso piede nel mondo del lavoro.

Capire la crisi, come combatterla. I dubbi di Michele Consiglio nel suo intervento finale, con la certezza che «la precarietà nuoce alla produttività, perché un giovane che sa di dovere essere licenziato dopo un anno di lavoro non può mai lavorare con gli stimoli necessari. Non lo dico io, riferisco le parole di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia».

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