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Sindaci contro, sulla discarica di Ragusa è guerra totale
Ora è guerra aperta. Da un lato i sindaci del comprensorio modicano si rivolgono alla magistratura per conferire nella discarica di cava dei Modicani, dall’altro Nello Dipasquale ed i sindaci dei comuni montani che organizzano la «resistenza», come la definisce il sindaco di Ragusa.
Antonello Buscema, Giovanni Venticinque, Guglielmo Rustico e Giuseppe Sulsenti vogliono un risarcimento spese dalla stessa società d’ambito per il danno erariale subito per via del conferimento voluto dall’Ato nella discarica di Motta S. Anastasia che ha imposto costi più alti a carico delle amministrazioni da loro dirette. I quattro amministratori si sono riuniti a Scicli ed hanno dato mandato a due avvocati di procedere contro i liquidatori dell’Ato visto che questi hanno consentito che la discarica ragusana fosse aperta solo per il capoluogo ed i comuni montani mentre la normativa regionale prevede invece che è prioritario innanzitutto il conferimento in una discarica della stessa provincia per tutti i comuni che ne hanno la necessità.
«Comportamento imbarazzante» –dice Nello Dipasquale- Abbiamo già dato e siamo con la coscienza apposto nei confronti di questi comuni, per i quali il nostro spirito di soccorso è stato abbondantemente consumato fino a mettere a repentaglio la salute della discarica di Cava dei Modicani. Non siamo più disposti a sopperire alle carenze economiche ed organizzative degli altri Comuni che, invece, preferiscono spendere quattrini in questioni legali che nel pagamento dei propri debiti».
Il tutto mentre la discarica catanese di Motta S. Anastasia reclama il pagamento delle quote dovute da parte del’Ato ed ha già formalizzato all’ente la chiusura dell’impianto ai camion provenienti dalla provincia di Ragusa dalla prossima settimana con il rischio pattume dietro l’angolo.
