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Dic
02

Consiglio provinciale approva manovra di assestamento

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Il consiglio provinciale ha approvato martedì sera con 11 voti favorevoli (Pdl, Udc e An) e 2 contrari (Barone e Barrera) la «manovra» di assestamento del bilancio di previsione 2010. Una manovra che permette all’Ente di allineare i conti e di superare le diseguaglianze di fondi nei vari capitoli.

 

L’assessore al Bilancio Giovanni Digiacomo ha illustrato al consiglio la proposta della Giunta Provinciale improntata a coprire gli esuberi di spese in sede di previsione per i servizi sociali (127 mila euro) e i costi per le spese di pubblica illuminazione (244 mila euro) su una manovra complessiva di un milione e 20 mila euro.

Tolti gli impegni finanziari da onorare sino alla fine dell’anno, la manovra avrebbe interessato fondi per 552 mila euro. Subito dopo l’approvazione dell’assestamento operato dalla Giunta Provinciale sono emersi altri impegni finanziari nel settore dei servizi sociali e dello sviluppo economico per altri 230 mila euro, quindi la ripartizione dei fondi si è ulteriormente ristretta.

Superata la proposta della Giunta, il consiglio provinciale ha dovuto operare una contromanovra con la presentazione di un emendamento formalizzato in aula dallo stesso presidente del consiglio provinciale Giovanni Occhipinti che ha azzerato tutti i fondi non ancora impegnati nei vari capitoli di spesa contemplando esclusivamente la copertura di tutti gli impegni finanziari sino alla fine dell’anno così come certificati dai dirigenti di ogni settore. Così l’emendamento finale della maggioranza ha finito per ridistribuire in modo equo per tutti i Peg di riferimento dei singoli assessorati soltanto 209 mila euro.

L’assessore al Bilancio Giovanni Digiacomo sottolinea che «la manovra di assestamento ha permesso di allineare il bilancio alle spese correnti senza portarsi in eredità debiti pregressi e che quest’operazione consentirà di stabilizzare l’Ente sul piano finanziario».

Dopo la votazione dell’atto, il presidente del Consiglio Provinciale Giovanni Occhipinti ha sottolineato «il senso di responsabilità dei consiglieri che hanno scelto la strada del risanamento dei conti pubblici in modo che il prossimo bilancio di previsione possa essere pianificato senza portarsi in dote debiti pregressi».

Dopo l’approvazione della manovra di assestamento, il consiglio è tornato a discutere dell’adesione al Gal «Natiblei» ma neanche stavolta il provvedimento è stato approvato. Ci sono perplessità di ordine procedurale, pertanto, è stato deciso al momento di soprassedere e di trattare l’argomento in una prossima seduta.

CARPENTIERI: "RISCHIA DI SALTARE IL PROGRAMMA NATALIZIO"

«Non voglio mettere le mani avanti e non c’è neanche il tentativo di stoppare eventuali critiche ma la manovra di assestamento del bilancio, necessaria ed improcrastinabile, che condivido pienamente perché punta al riallineamento dei conti dell’Ente, non consentirà probabilmente la predisposizione di un organico programma natalizio della Provincia».

Così il vicepresidente della Provincia Mommo Carpentieri dopo il voto in consiglio provinciale sulla manovra di assestamento. «In questo momento era prioritario mettere a posto i conti dell’Ente – aggiunge Carpentieri – alla luce anche dei prossimi «tagli» che le leggi di stabilità dello Stato e della Regione Siciliana effettueranno nei confronti degli enti locali, quindi, nessuna contrarietà all’impostazione scelta dalla maggioranza consiliare.

Per correttezza nei confronti dell’opinione pubblica devo però rilevare che nel capitolo dello spettacolo non c’è un euro e quindi c’è una difficoltà ad allestire un organico programma di iniziative per il prossimo Natale. Nell’azione amministrativa bisogna fare delle scelte, e quella del riallineamento dei conti era una scelta doverosa che comporta anche qualche sacrificio. Quest’anno verrà sacrificato il programma natalizio con l’eccezione del concerto di fine anno che assicureremo ai cittadini della Provincia. Di questa forzata scelta amministrativa bisogna dar conto con largo anticipo per non ingenerare delusioni nella comunità che amministriamo».

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