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CONSORZIO UNIVERSITARIO: DOPO DRAGO SI FA IL NOME DI LEONTINI COME PRESIDENTE DEL CDA
La Casa delle Libertà ha difficoltà a riunire i suoi stati generali perchè i vari impegni istituzionali fanno sì che chi è disponibile di mattina non lo è nel pomeriggio e viceversa......
La Casa delle Libertà ha difficoltà a riunire i suoi stati generali perchè i vari impegni istituzionali fanno sì che chi è disponibile di mattina non lo è nel pomeriggio e viceversa. E così diventa sempre più complicato serrare le fila per decidere in primis sul Consorzio Universitario. Ed allora ci pensa Forza Italia che dopo l’indisponibilità di Peppe Drago mette in campo un pezzo da novanta: Innocenzo Leontini. Insomma, gli azzurri sono convinti che sull’Università il territorio si gioca buona parte dello sviluppo ed ecco che punta sull’uomo forte che possa fare una certa «pulizia» al Consorzio Universitario. I rapporti con l’Ateneo, quindi, non possono attendere la scadenza naturale del mandato che è a dicembre. E la giustificazione «tanto ci vuole un mese» non regge perchè chi viene proposto oggi può continuare anche con il nuovo direttivo. Ma perchè allora Drago ha fatto un passo indietro? È ovvio che il leader dell’Udc non avrà sopportato ciò che è accaduto lo scorso 10 ottobre quando ne Franco Antoci, suo compagno di partito, ne Rocco Bitetti delegato del sindaco Dipasquale, hanno fatto il nome di Peppe Drago che viaggiava sulla stampa da circa due mesi. Quindi Drago è rimasto solo un presidente in pectore. Oggi spunta il nome di Innocenzo Leontini. A meno che i rappresentanti dei due enti di maggioranza del Consorzio Universitario, Provincia e Comune, non vogliano creare un altro «presidente in pectore». Ed i problemi all’Università rimangono e gli studenti si lamentano. Da tre mesi la Casa delle Libertà non riesce a sostituire Piero Cascone e l’opposizione sta a guardare. Soltanto l’onorevole Roberto Ammatuna nei giorni scorsi ha richiamato la politica e non i partiti. Ma gli altri, senatore Battaglia in testa, hanno fatto finta di non capire e di non sentire il richiamo.
