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Nov
22

SBARCHI NEL SIRACUSANO. E' LA NUOVA ROTTA DELLA DISPERAZIONE

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Cinquantasette sbarchi avvenuti, 1996 immigrati clandestini intercettati, 99 persone denunciate o finite in manette con l'accusa di essere scafisti, sequestrati 57 natanti di varie dimensioni e di diverso genere (26 barche in vetroresina, 8 motopesca, 21 gommoni e 2 "barchini"). Sono i numeri relativi all'attività di contrasto all'immigrazione clandestina lungo le coste e gli specchi acquei del Siracusano effettuata dalla fine di aprile ad oggi dal gruppo interforze di contrasto all'immigrazione clandestina, la speciale struttura attivata presso la Procura della Repubblica di Siracusa all'inizio dell'anno. A tracciare stamane il bilancio, nel corso di un incontro, è stato il procuratore capo della Repubblica di Siracusa Roberto Campisi, alla presenza tra gli altri, dell'ammiraglio Andrea Toscano, comandante del comando militare marittimo autonomo in Sicilia, del comandante del gruppo aeronavale della Guardia di finanza di stanza a Messina, il generale Giovanni Gentile, del comandante della capitaneria di porto di Siracusa il capitano di vascello Antonino Munafò, il questore di Siracusa Antonino Cufalo ed il comandante della compagnia carabinieri di Siracusa maggiore Luca Pettinato. "Dalla nostra attività di contrasto e di indagine - ha chiarito Campisi - è emerso chiaramente che le coste del Siracusano, ed in particolare quelle di Pachino e di Portopalo di Capo Passero sono diventate per gli organizzatori di questi traffici illeciti di uomini una sorta di meta alternativa a quella di Lampedusa che continua a rimanere quella principale. I quasi duemila uomini immigrati intercettati, ai quali vanno aggiunti quelli che sono riusciti a sfuggire alla rete dei nostri controlli, indica chiaramente come il litorale Siracusano sia considerato uno degli approdi più importanti da chi regge e pianifica queste attività". Analizzando i flussi migratori verse le coste siracusane, è stato anche possibile notare una modifica sostanziale di rotte e modalità. Prima le "carrette del mare" prendevano in largo dai porti libici ed erano sostanzialmente unità di più modeste dimensioni, negli ultimi tempi è stato invece accertato che alle piccole imbarcazioni ne vengono preferite altre più grandi, le così dette "navi madre", che giunte in vista delle acque costiere lasciano partire natanti più piccoli stipati sino all'inverosimile. E nelle nuove rotte un ruolo diverso sta asumendo un paese come l'Egitto. Nessun dubbio, infine, per gli inquirenti sul fatto che le organizzazioni internazionali che sfruttano l'immigrazione clandestina possano contare anche su di "appoggi" sul territorio. "E proprio - ha concluso Campisi - sulla presenza di gruppi di basisti in Italia vi sono indagini in corso" .

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