Notizie Attualità ragusa
Nov
26
COLACEM A RISCHIO CHIUSURA
Vanno in fumo cinquanta milioni di euro. Che avrebbero dovuto essere investiti sul territorio ibleo. E la circostanza stava rischiano di passare sotto silenzio se il sindacato non avesse denunciato quanto accaduto. La Colacem aveva dato vita ad una sorta di Patto territoriale, per il potenziamento dei propri impianti, manifestando l’intenzione di investire di tasca propria ben 30 milioni di euro, mentre la Regione avrebbe dovuto compartecipare con la somma di 6 milioni e lo Stato con quella di 14. Affinché tali prospettive si concretizzassero era però necessario ottenere una serie di autorizzazioni, che si sarebbero dovute raccogliere nel contesto di una apposita conferenza dei servizi convocata a Palermo. E sono stati gli enti locali del territorio a far mancare il proprio appoggio, nonostante, già nel marzo scorso, il sindacato avesse chiesto e ottenuto la convocazione di una conferenza dei servizi a livello territoriale per sollecitare gli enti interessati ad espletare sino in fondo il proprio dovere. Non sono bastate due proroghe ministeriali affinché la situazione si risolvesse. Alla terza richiesta di proroga, proposta dalla Colacem, il ministero ha detto no e il territorio ibleo ha perso questa ghiotta opportunità. Indice puntato, di Cgil, Cisl e Uil, nei confronti del Comune di Modica che, per il sindacato, risulta essere il principale responsabile di quanto accaduto.
Il rischio concreto, adesso, che oltre al grave danno si consumi la beffa. E cioè che la Colacem possa decidere, da un momento all’altro, di smantellare, in parte o del tutto, anche le strutture già esistenti, i siti di Ragusa e di Modica-Pozzallo. Autori della dura denuncia, oltre ai tre segretari provinciali, anche le Rsu dei due stabilimenti. Un’altra pagina nera si è consumata per lo sviluppo dell’area iblea.
Il rischio concreto, adesso, che oltre al grave danno si consumi la beffa. E cioè che la Colacem possa decidere, da un momento all’altro, di smantellare, in parte o del tutto, anche le strutture già esistenti, i siti di Ragusa e di Modica-Pozzallo. Autori della dura denuncia, oltre ai tre segretari provinciali, anche le Rsu dei due stabilimenti. Un’altra pagina nera si è consumata per lo sviluppo dell’area iblea.
