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Dic
22

CdA CONSORZIO UNIVERSITARIO, OCCHIO AL "PASTROCCHIO" !!!

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ImageOcchio al pastrocchio; perché il super CdA del Consorzio Universitario di Ragusa, sembra stia diventando qualcosa di più imbrogliato della pasta con la ricotta......

Occhio al pastrocchio; perché il super CdA del Consorzio Universitario di Ragusa, sembra stia diventando qualcosa di più imbrogliato della pasta con la ricotta.
E questo perché c’è qualcuno che vuole fare subito e fare presto, magari, ragioniamo noi perché siamo malpensanti di natura e di professione, per diventarne presidente.
E così spuntano dichiarazioni di qualcuno, perchè si faccia in fretta il super CdA dell’Università Iblea, pieno zeppo di politici; come se questi altro non avessero da fare per la provincia di Ragusa.
E, questo qualcuno, non è certo Peppe Drago, visto che Drago, in tempi non sospetti, ovvero tre mesi fa, ha cortesemente declinato l’invito a presiedere il consorzio, proprio perché la politica deve stare al suo posto e non invadere campi altrui.
Eppoi, ci viene da pensare che avere tutti, ma proprio tutti i parlamentari infilati in un Consiglio di Amministrazione seppure prestigioso come questo, rischia di provocare un altissima concentrazione di intelligenze tutte in un posto, che può cagionare un’esplosione ed uno sversamento di cervelli deleterio per tutta la comunità iblea.
Allora, la nostra proposta, è di semplificare tutto e di mettere tutti nelle condizioni di equa rappresentanza; il CdA del Consorzio Universitario di Ragusa, vada alla politica che raggiunga il suo primato virtuoso, con dentro i due senatori (ovvero le massime rappresentanze istituzionali nazionali), rappresentanti di aree e partiti diversi, Gianni Battaglia di Sinistra Democratica e Giovanni Mauro di Forza Italia e, con loro, dentro due regionali, anche qui di rappresentanze e partitiche e di coalizioni diverse, magari Carmelo Incardona di AN e Roberto Ammatuna del Partito Democratico.
Un’idea, una proposta, nulla più; un modo sicuro per evitare malpensamenti e quel pastrocchio di cui sopra, che sembra artatamente pensato proprio perché qualcuno possa ritrovare qualche poltrona perduta nel tempo e nel ricordo di ciò che fu e che adesso non è più.
Ragusa, insomma, vuole l’Università; Ragusa vuole anche i suoi politici; ma la provincia di Ragusa non vuole certo pasticci, disordine e confusione

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