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TERMOVALORIZZATORI: IL FUTURO DEL CONFERIMENTO DEI RIFIUTI ?
Termovalorizzatori in provincia? Il dibattito avviato dal consigliere provinciale di Forza Italia, Salvatore Mandarà, continuato dal presidente della Provincia......
Termovalorizzatori in provincia? Il dibattito avviato dal consigliere provinciale di Forza Italia, Salvatore Mandarà, continuato dal presidente della Provincia, Franco Antoci, e dall’assessore Salvo Mallia, trova oggi la posizione del presidente dell’Ato Ragusa Ambiente la pensa così: «Sono d’accordo con il suggerimento che è stato lanciato dagli amministratori. Anche se in effetti hanno voluto dare un taglio provocatorio della soluzione del problema in quando loro, sicuramente conoscono, che il piano regionale dei rifiuti ne prevede già quattro in Sicilia. Condivido la realizzazione dei termovalorizzatori perchè ormai è scientificamente provato che ognuno di essi (vedi l’esperienza di Brescia) inquina quanto 12 automobili Euro 3. È importante, però, fare una precisazione: l’utilizzazione di un termovalorizzatore prevede a monte la raccolta differenziata e il recupero della parte umida (che viene utilizzata per la trasformazione in concime dagli impianti di compostaggio) in quanto viene distrutta solo la parte indifferenziata che rappresenta il 40% circa degli Rsu».
Sull’argomento termovalorizzatori interviene anche il vice presidente del Consiglio provinciale, Sebastiano Failla: «Credo che il presidente Antoci, l’assessore Mallia e il consigliere Mandarà abbiano individuato un percorso condivisibile che può portare ad un migliore sfruttamento dei rifiuti, che devono essere inquadrati come ricchezza e non come costi ulteriori da pagare per sostenere i consumi. Oggi il rifiuto è visto come un peso difficilmente smaltibile. In realtà continuiamo da anni a sperperare ingenti quantità di denaro buttando nell'immondizia rifiuti che potrebbero essere riutilizzati e produrre ricchezza. È il momento di ricercare soluzioni possibili - dice Failla - che valorizzino ed esaltino le peculiarità stesse dei rifiuti che non sono soltanto negative. Anzi, ad un politica di differenziazione dei rifiuti e di riciclaggio massiccio, si potrebbe accoppiare la termovalorizzazione, chiudendo in Provincia il ciclo. È chiaro che per la nostra provincia serve un impianto di piccole dimensioni che avrà una ricaduta sul territorio, in considerazione del fatto che i quattro impianti previsti in Sicilia, smaltiranno grandi quantità di rifiuti, ma perseguire questa strada non è da sottovalutare. La realtà della provincia di Ragusa è così omogenea che è possibile attivare percorsi virtuosi che abbiano risultati reali sull'impatto ambientale e sulla gestione complessiva dei rifiuti. Avere a disposizione la possibilità di avviare soluzioni alternative ci dà la misura di come la programmazione territoriale su temi caldi come questo ci possa mettere al riparo dall'inseguire le emergenze come accade ormai da mesi in Campania».
