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CGIL, luce sul Centro di Permanenza Temporanea di Ragusa
La CGIL siciliana chiede che "sia fatta luce sul trattamento riservato alle donne trattenute nel Centro di Permanenza Temporanea di Ragusa", consentendo l'ingresso di operatori sociali, giornalisti, avvocati.
La richiesta segue la segnalazione di episodi di maltrattamento fatta da persone impegnate nel Centro e in particolare dal dipendente della Croce Rossa Giovanni di Stefano, "che dopo le sue prese di posizione è stato allontanato dal centro", sottolinea la Cgil.
"A Di Stefano - scrivono in una nota Linda Bellia, responsabile del coordinamento donne CGIL, e Pietro Milazzo, responsabile per l'immigrazione - va tutta la nostra solidarietà.
La situazione nel CPT va adesso verificata per denunciare e sanzionare abusi e maltrattamenti".
I due esponenti sindacali ribadiscono la richiesta della CGIL di chiusura dei CPT e annunciano un'iniziativa del sindacato sui diritti civili e sociali delle donne immigrate e degli immigrati in generale e sull'esigenza di modificare la legislazione sull'immigrazione"
