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Mag
14

Scoperti gratta e vinci falsi anche a Ragusa

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Si allargano anche alla provincia di Ragusa i confini della truffa dei falsi gratta e vinci. Partita da Trento, infatti, l’indagine si è dapprima estesa in tutto il nord Italia, per poi giungere fino in Sicilia e, in particolare, alla provincia iblea. I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno concluso un’importante operazione che ha portato al sequestro di 104.380 falsi biglietti, per un valore complessivo di oltre 125 mila euro. Le indagini hanno consentito di appurare che in numerosi bar, rivendite di tabacchi ed edicole di tutta la provincia venivano venduti dei tagliandi del tutto simili a quelli posti in vendita dalla lotteria istantanea dei Monopoli di Stato denominata “gratta e vinci” ma che, per modalità di vendita e promessa di premi, erano realizzati in modo tale da ingannare gli ignari acquirenti. I biglietti sequestrati, riportanti i nomi più disparati, erano posti in commercio accanto a quelli legali, a prezzi che variavano da 1 a 5 euro e preferiti, nella vendita, da parte dei negozianti, dal momento che offrivano un margine di guadagno molto piu’ consistente. Attualmente, l’unico indagato per esercizio abusivo di gioco riservato allo Stato, truffa ai danni dello Stato e frode nell’esercizio del commercio è il legale rappresentante di una società editrice con sede a Roma, ma non si esclude che possano essere coinvolti altri soggetti economici in concorso tra loro; i militari delle Fiamme Gialle stanno valutando la posizione di altre persone, in qualità di acquirenti della citata società editrice. Giova ricordare che i “gratta e vinci” (lotterie istantanee) sono di esclusiva competenza dello Stato e nessun privato può, per legge, immettere sul mercato tagliandi similari che ne riproducono in tutto e per tutto il meccanismo e le caratteristiche di gioco, proprio perché la loro vendita creerebbe (e crea) concorrenza all’Erario stesso: per ogni tagliando privato “gratta e vinci” venduto, non ne viene venduto uno del Monopolio con il mancato incasso da parte dell’Erario del 23% sul prezzo di vendita. In particolare, nel caso della presente truffa, scoperta dagli uomini delle Fiamme Gialle, si può affermare che la normativa che regolamenta i concorsi a premio, che sono ben altra cosa rispetto ai “gratta e vinci” del Monopolio, sia stata strumentalizzata da soggetti che non possono assolutamente essere considerati reali operatori del mercato (come nel caso di improvvisate case editrici senza idonea struttura) e che operano con il solo fine di trarre ingenti guadagni esentasse a danni dello Stato (Monopolio, Imposte dirette ed Iva evasa) e dei consumatori, invogliati, loro malgrado, ad acquistare detti falsi tagliandi.

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