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Giu
12

UNA CITTA' ATTONITA

Inserito in // Notizie / Cronaca

Image"I miei operai sono scesi per aiutare quei poveretti. Dovevano fare solo un lavoro di pulitura". Lo ha detto il legale rappresentante dell'azienda privata di spurgo pozzi neri, Salvatore Carfi', intervistato da Sky Tg24 in merito alla tragedia di Mineo. Alla domanda se i suoi dipendenti utilizzano sistemi di sicurezza sul lavoro, ha risposto: "Ne sono dotati".

"I miei operai sono scesi per aiutare quei poveretti. Dovevano fare solo un lavoro di pulitura". Lo ha detto il legale rappresentante dell'azienda privata di spurgo pozzi neri, Salvatore Carfi', intervistato da Sky Tg24 in merito alla tragedia di Mineo. Alla domanda se i suoi dipendenti utilizzano sistemi di sicurezza sul lavoro, ha risposto: "Ne sono dotati".

Stamattina Ragusa si è svegliata attonita e sconvolta. Tutti si stringono attorno alle due famiglie che hanno perso i propri cari, e tutti si chiedono come sia potuto accadere il dramma. Non si parla d’altro. Ancora avvolte nel mistero le cause che hanno ucciso i sei operai che lavoravano nel depuratore comunale di Mineo, eseguendo una regolare giornata di manutenzione per ripristinare un filtro. Tre le ipotesi che avrebbero causato il dramma: le esalazioni dei gas; una probabile scarica elettrica; una improvvisa ondata di acque reflue fognarie che per cause non chiare, si sarebbe riversata nella vasca. Secondo gli inquirenti sarebbe quest’ultima l’ipotesi più accreditata. Una cosa però è certa: i 6 operai non indossavano né mascherine né respiratori. Non presentavano lesioni e avevano i corpi "imbrattati" di fango. E' quanto è emerso dai primi accertamenti medico-legali che, secondo quanto si è appreso, verteranno sull'esame degli organi interni e in particolare dei polmoni, oltre che su esami ematici per verificare la presenza di sostanze tossiche nel sangue. Operai attenti e preparati così sono definiti i tecnici dell'azienda Carfì di Ragusa che si occupa di servizi ecologici e che abbiamo più volte cercato di raggiungere telefonicamente stamattina, ma gli apparecchi squillavano a vuoto. Salvatore Tumino, aveva 47 anni, ed era originario di Ragusa. Salvatore Smecca, anche lui di 47 anni, era, invece, originario di Gela ma si era trasferito a Marina di Ragusa dove si era sposato. Ed è proprio sulla posizione lavorativa di Smecca, uno dei due dipendenti della dittà Carfì, che il procuratore di Caltagirone ha puntato un altro aspetto della vicenda. Smecca sarebbe stato assunto ieri o l'altro ieri. "Una 'coincidenza' - ha osservato il Procuratore - sulla quale stiamo indagando". Un caso nel caso che, se venisse accertato, aprirebbe un’altra ferita dolorosa. Saputa la notizia, il sindaco del capoluogo, Nello Dipasquale, alle 21,25 di ieri ha proclamato, per oggi, il lutto cittadino, bandiere a mezz’asta in tutti gli enti pubblici. Le salme delle vittime si trovano negli obitori di Caltagirone, Mineo e Palagonia. Tanti i momenti di solidarietà alle famiglie distrutte dal dramma, e tante le dichiarazioni dei politici a vari livelli sulla sicurezza sul posto di lavoro ancora latente in Italia. L’on. Nino Minardo ricorda che sono 370 le vittime degli ultimi 5 mesi, 1.300 morti lo scorso anno a fronte dei 4.000 in Europa. Solidarietà espressa dal sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti al primo cittadino di Ragusa. Anche il Comitato Paritetico Territoriale per la prevenzione degli infortuni di Ragusa, ha voluto manifestare la vicinanza ai lavoratori coinvolti e alle loro famiglie. Fatto è che si discute, si propone e si progettano soluzioni valide, ma gli operai che quotidianamente rimango uccisi sono purtroppo una triste realtà. Stamattina il procuratore capo della Repubblica di Caltagirone, Onofrio Lo Re, che coordina le indagini dei carabinieri di Catania, ha dato incarico, per le autopisie, alla dottoressa Maria Francesca Berlich, lo stesso medico legale che si è occupato del caso di Lorena Cultraro, la studentessa di 14 anni uccisa a Niscemi.

http://www.youtube.com/watch?v=C41VjoOFd5k

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