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Giu
18

ADDIO MARTIRI DEL LAVORO

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ImageUna grande commozione nella cattedrale San Giovanni di Ragusa per i funerali di due delle sei vittime dell'incidente sul lavoro di mercoledì scorso nel depuratore comunale di Mineo.....

Una grande commozione nella cattedrale San Giovanni di Ragusa per i funerali di due delle sei vittime dell'incidente sul lavoro di mercoledì scorso nel depuratore comunale di Mineo. Prima di entrare in chiesa i feretri di Salvatore Smecca e Salvatore Tumino, entrambi di 47 anni, portati a spalla da una trentina di colleghi di lavoro, che indossavano la maglietta dell'impresa Carfì, sono sfilati in corteo davanti la sede dell’azienda. Alle esequie hanno partecipato anche i presidenti del Senato, Renato Schifani, e della Regione Raffaele Lombardo, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi ed il senatore Enzo Bianco, in rappresentanza del governo-ombra del PD. Schifani ha sottolineato che "la sensibilità del Paese sugli incidenti sul lavoro è cambiata"."Il Parlamento - ha aggiunto il presidente del Senato - ha fatto la sua parte: ha approvato una legge importante. Adesso devono aumentare i controlli e trovare un sistema per risarcire i familiari delle vittime, ed in particolare i minorenni". Il ministro Sacconi ha annunciato un "piano straordinario di interventi, in piena sintonia con le parti sociali", per sanare quella che ha definito "una piaga non più compatibile con i doveri di una società civile". Secondo il ministro "non basta imporre adempimenti e magari pretenderne, con maggiore o minore fortuna, il rispetto" ma occorre, osservato Sacconi, "rendere stringenti i controlli impedire alla radice che le imprese possano materialmente violare le norme". Il senatore Enzo Bianco ha inviato a "smetterla con la cultura del profitto ad ogni costo che fa strage di vite umane". "E' inaccettabile - ha aggiunto - che si possa ancora morire così, bisogna rendere effettivi i controlli senza dare scampo ad alcuna forma di violazione o elusione delle norme". Il tema della sicurezza sul lavoro è stato al centro anche dell'omelia di mons. Carmelo Tidona, parroco della cattedrale di Ragusa.: "E' un argomento - ha detto - che ci chiama in causa come cittadini e come cristiani e in nessuna delle due vesti ci possiamo e ci dobbiamo rassegnare a delle conseguenze così tragiche di quello che dovrebbe essere un diritto". Il sindaco di Ragusa, Emaule Dipasquale, ha invitato "amministratori e politici a ritenersi tutti colpevoli perché é impossibile che ancora oggi, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, si continui a morire in maniera così assurda". Intanto a Mineo resta aperta la camera ardente allestita nella chiesa del Collegio per le altre quattro vittime della tragedia: i dipendenti comunali Giuseppe Zaccaria, Giuseppe Palermo, Salvatore Pulici e Natale Giovanni Sofia. Nella camera ardente si sono recati a rendere omaggio alle salme e a esprime cordoglio e vicinanza ai familiari i presidenti Renato Schifani e Raffaele Lombardo e il ministro Maurizio Sacconi. Il presidente della Regione Siciliana ha annunciato la presentazione "in tempi molto brevi un disegno di legge che prevede l'assunzione di uno dei familiari delle sei vittime" da parte dell'assemblea regionale auspicando "un voto bipartisan di tutta l'aula" I funerali dei quattro dipendenti comunali saranno celebrati nel pomeriggio di martedì prossimo a Mineo. I feretri dei due operai ragusani morti nella tragedia sul lavoro a Mineo sono entrati nella cattedrale di S. Giovanni portati a spalla da una trentina di colleghi di lavoro, che indossavano la maglietta dell'impresa Carfì e scritte di commosso saluto a Salvatore Smecca e Salvatore Tumino. Dietro le bare, tra i familiari in lacrime, presente anche il legale rappresentante dell'azienda, Sebastiano Carfì, indagato insieme ad altre sei persone per la strage nel depuratore di Mineo. Prima di giungere nella cattedrale un corteo aveva accompagnato le bare passando anche dinanzi alla sede dell'impresa Carfì, secondo un programma accettato dalle famiglie per accomunare, al di là delle responsabilità da accertare, tutti nel comune impegno contro le morti bianche. "La sicurezza sul lavoro ci chiama in causa come cittadini e come cristiani e in nessuna delle due vesti ci possiamo e ci dobbiamo rassegnare a delle conseguenze così tragiche di quello che dovrebbe essere un diritto per vivere e per vivere meglio". Lo ha detto mons. Carmelo Tidona, parroco della cattedrale di S. Giovanni, durante l'omelia per i funerali di Salvatore Smecca e Salvatore Tumino, morti a Mineo. Il sacerdote ha poi esortato tutti al comune impegno civico contro questi "lutti inaccettabili". Il celebrante ha poi rivolto un accorato appello al capo dello Stato Napolitano e al presidente del consiglio Berlusconi "perché facciano tutto ciò che è nella loro disponibilità per fermare questo stillicidio di vite innocenti spezzate nell'adempimento del dovere di amatissimi capi famiglia". Mons. Tidona ha concluso l'omelia affermando che "il miglioramento delle norme e la loro inflessibile applicazione a tutela del lavoro sono un atto di amore al prossimo e devono diventare l'obiettivo prioritario di una comunità civile e solidale". E' il momento del dolore e dobbiamo essere vicinissimi ai familiari di questa tragedia". Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani che si è recato a Mineo alla camera ardente allestita nella chiesa del Collegio per quattro delle sei vittime dell'incidente sul lavoro avvenuto l'11 giugno scorso nel depuratore comunale. Giunto a Ragusa per partecipare nella cattedrale di S. Giovanni ai funerali di Salvatore Smecca e Salvatore Tumino, il presidente del Senato ha detto che "lo Stato ha il dovere di aiutare le famiglie colpite così duramente da una tragedia che si doveva e si poteva evitare". "Le leggi ci sono - ha osservato Schifani - ma la realtà ci dimostra drammaticamente che ciò non basta fino a quando l'apparato applicativo non raggiungerà livelli di gran lunga superiori a quelli attuali, soprattutto in fase di prevenzione. Ma intanto è necessario che lo Stato assicuri un futuro ai sette figli minori delle vittime di Mineo". "La sensibilità del paese rispetto al passato per gli incidenti sul lavoro è cambiata". Lo ha affermato il presidente del Senato Renato Schifani uscendo dalla camera ardente allestita a Mineo. "Il Parlamento - ha aggiunto Schifani - ha fatto la sua parte: ha approvato una legge importante e adesso devono aumentare i controlli e nello stesso tempo dobbiamo porci il problema delle misure necessarie per far in modo che i familiari, gli eredi delle vittime, ed in particolare i minorenni, possano avere un futuro così come sarebbe stato loro assicurato se il loro genitore fosse rimasto in vita". "Sono certo - ha concluso il presidente del Senato - che lo Stato saprà affrontare il problema con il coinvolgimento di tutte le forze politiche". Schifani, dopo aver lasciato la camera ardente è partito per Ragusa dove alle 17 parteciperà ai funerali delle due altre vittime della tragedia di Mineo: i dipendenti di una ditta privata, Salvatore Smecca e Salvatore Tumino. I funerali dei quattro dipendenti comunali di Mineo si terranno invece martedì prossimo. Il ministro del lavoro Maurizio Sacconi, intervenuto in rappresentanza del governo ai funerali di due delle vittime di Mineo, che si svolge nella cattedrale di S. Giovanni, conversando con i giornalisti ha annunciato un "piano straordinario di interventi, in piena sintonia con le parti sociali", per sanare quella che ha definito "una piaga non più compatibile con i doveri di una società civile". Il ministro ha poi aggiunto che "non basta imporre adempimenti e magari pretenderne, con maggiore o minore fortuna, il rispetto. Questo modello ha fallito e non garantisce che le norme siano veramente rispettate. Occorre invece - ha precisato il titolare del dicastero del Welfare - rendere stringenti i controlli impedire alla radice che le imprese possano materialmente violare le norme". "La partecipazione sincera e l'emozione forte che questi lutti suscitano non devono esaurirsi nella congiuntura triste del momento", ma devono diventare "la spinta per un'azione rivolta a eliminare o comunque a ridurre drasticamente i fattori di rischio". Lo afferma, riferendosi al tragico incidente sul lavoro di Mineo, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, in un messaggio inviato alla Festa degli Azzurri dell' Emilia-Romagna a Ferrara. Il ministro doveva concludere la manifestazione ma non ha potuto perché si è recato in Sicilia ai funerali di due delle sei vittime. "Oggi non sono con voi a causa di eventi tragici che tutti avremmo voluto non fossero mai accaduti", spiega nel messaggio, letto alla platea del Pdl di Ferrara: "Era mio dovere, nel giorno delle esequie, purtroppo delle prime esequie, portare il commosso cordoglio del governo e la solidarietà sentita delle istituzioni ai familiari e ai colleghi dei sei caduti nel lavoro nel drammatico infortunio di Mineo". Sacconi ricorda che proprio verso una riduzione dei rischi va "il Piano straordinario per la sicurezza nel lavoro che il governo intende costruire e mettere in campo rapidamente insieme con le regioni e le parti sociali". Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, dopo avere partecipato ai funerali a Ragusa dei due operai della Carfì, si è recato nella camera ardente di Mineo per rendere omaggio alle altre quattro vittime dell'incidente sul lavoro avvenuto nel depuratore comunale. Il ministro ha espresso anche la solidarietà e la vicinanza del governo ai familiari dei quattro dipendenti comunali. "Sarà fatto tutto il possibile per accertare le ragioni di questa tragedia - ha detto Sacconi uscendo dalla chiesa del Collegio di Mineo - anche se sembra emergere che ci sia stato un impeto 'solidale' tra le vittime" "Lo Stato sarà vicino alle famiglie, come ha già annunciato il presidente del Senato, Renato Schifani. Bisogna evitare - ha concluso Sacconi - che si ripetano errori del passato, occorre di maggiore formazione e informazione, così come mi hanno chiesto poco fa gli stessi familiari delle vittime". La Regione siciliana approverà "in tempi molto brevi un disegno di legge che prevede l'assunzione di uno dei familiari delle sei vittime dell'incidente sul lavoro avvenuto l'11 giugno scorso nel depuratore comunale di Mineo". Lo ha confermato il presidente Raffaele Lombardo dopo essersi recato alla camera ardente di Mineo dove si trovano quattro delle sei vittime. "Ho parlato con i familiari - ha detto il presidente della Regione Sicilia - e ho portato il cordoglio di tutta la nostra isola a loro e ho garantito che gli saremo vicini sempre. Ho visto un dolore molto composto". Il presidente Lombardo prevede che "entro mercoledì prossimo il disegno di legge, che è stato già abbozzato, potrà essere portato all'attenzione dell'assemblea regionale". "Credo - ha concluso - che sarà sicuramente approvato all'unanimità da tutta l'assemblea, in maniera bipartisan". "Bisogna smetterla con la cultura del profitto ad ogni costo che fa strage di vite umane". Lo ha detto a Ragusa il parlamentare del Pd, Enzo Bianco, presente alla celebrazione dei funerali di due delle sei vittime di Mineo in rappresentanza del capo del governo ombra del Pd, Walter Veltroni. "E' inaccettabile - ha aggiunto - che si possa ancora morire così, bisogna rendere effettivi i controlli senza dare scampo ad alcuna forma di violazione o elusione delle norme. Abbiamo fatto un'ottima legge ma evidentemente in regime di applicazione non è ancora all'altezza e bisogna subito adeguare la macchina dello Stato per arrestare definitivamente questa vera e propria emergenza nazionale" "E' un giorno di grande dolore. E in questo giorno noi vogliamo ribadire che le norme sulla sicurezza devono avere piena e integrale applicazione, il sindacato lo pretende". Lo ha affermato Paola Agnello Modica, della segreteria confederale nazionale della Cgil, che assieme al segretario siciliano, Italo Tripi, e a una delegazione del suo sindacato, ha partecipato nella cattedrale di S. Giovanni ai funerali dei due lavoratori morti a Mineo. "Diciamo al Governo - ha aggiunto la sindacalista - di fare i decreti attuativi del testo sulla sicurezza, alle istituzioni di garantire il massimo della vigilanza e alle imprese di espellere dalle loro associazioni chi usa il lavoro nero e mette a rischio l'integrità fisica di chi lavora".

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