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SCICLI: AVEVANO DECISO DI MORIRE INSIEME
Con lo sguardo triste e gli occhi persi nel vuoto, ma perfettamente lucido, ieri pomeriggio Hilaire Balestra, davanti al pubblico ministero e al suo avvocato ha raccontato i particolari di come ha...
Con lo sguardo triste e gli occhi persi nel vuoto, ma perfettamente lucido, ieri pomeriggio Hilaire Balestra, davanti al pubblico ministero e al suo avvocato ha raccontato i particolari di come ha ucciso la moglie e del tentativo di togliersi la vita. Un interrogatorio durato circa un ora, dove con dovizia di particolari ha ripercorso gli ultimi istanti accanto alla compagna e la sofferenza di non essere riuscito a portare a compimento la promessa che si erano fatti, prima che lei spirasse l’ultimo respiro. Avevano deciso insieme di togliersi la vita, perché stanchi ed esausti di lottare per cercare di sopravvivere. Lei, Elisa Riccio, una donna di 85 anni, età che non dimostrava perché sempre ben curata, come racconta un’assistente del comune che la conosceva, da più di 15 anni soffriva di crisi depressive e non era più uscita di casa. Lui, Hilaire meglio conosciuto come Ilario era più giovane di lei di 21 anni, laureato in agronomia in una università Francese era giunto in Italia 30 anni fa ed aveva sposato la sua Elisa molto più grande di lui di buona famiglia che aveva abbandonato tutto per seguire l’uomo che amava. Dopo anni di girovagare si erano trasferiti in provincia di Ragusa dove lui lavorava in un’azienda di fiori chiusa poi per fallimento. Da 10 anni lavorava come barista in alcuni locali di Donnalucata per sbarcare il lunario ma i soldi non bastavano per andare avanti . Vivevano in una villetta sperduta nelle campagne di contrada Scala Marina alle porte di Scicli e non avevano neanche i soldi per pagarsi l’affitto. A giorni avrebbero dovuto lasciare l’abitazione, non avevano più soldi e neanche un posto dove andare. Così forse per evitare di soffrire e continuare ad umiliarsi hanno deciso di andare via insieme. Un piano che avevano architettato già da diversi giorni. Infatti la donna avrebbe inviato un sms, all’assistente igienico sanitario del comune con scritto: Parto vado a Palermo. Questo forse era un messaggio per non farsi trovare più. Ilario l’ha soffocata con il cuscino in camera da letto, mentre lei immobile aspettava di chiudere gli occhi per sempre. Poi lui ha tentato in tutti i modi di raggiungerla ma non c’è riuscito. Ha dormito accanto a lei, dopo che si era procurato delle ferite, sperando di non svegliarsi più. Ieri mattina ha chiamato i carabinieri per raccontare tutto. Una storia triste di sofferenza e di stenti che ha per protagonisti due persone che si amano ed insieme decidono di andare via tra il clamore di una notizia di cronaca e la disperazione di un’amara esistenza.
