Notizie cronaca ragusa
Nov
09
ACQUSTAVANO E NON PAGAVANO
Il loro sodalizio era dedito alle truffe. Portate avanti ai danni di onesti commercianti iblei. A scoprire tutto, però, la Guardia di Finanza che ha portato alla luce quello che è stato definito dagli stessi inquirenti uno scenario inquietante. Per i due protagonisti della vicenda, Antonino Palma, geometra nullafacente, e Rosario Battaglia, entrambi vittoriesi ,un deferimento alla locale autorità giudiziaria. Dovranno difendersi dall’accusa di truffa assieme ad altre persone compiacenti che, in cambio di pochi euro, hanno fornito numerosi libretti di assegni firmati in bianco. Ma quale era il modus operandi dei due? Palma, forte anche della buona reputazione della famiglia di origine, si recava presso gli esercizi commerciali e, con fare gentile ed educato, acquistava la merce indicano al commerciante quando e dove consegnarla, ben guardandosi dal sottoscrivere qualsivoglia copia di commissione. Quindi, lo stesso evitava di presentarsi al momento e nel luogo di consegna, diverso di volta in volta ma sempre presso case rurali del territorio ipparino, scusandosi telefonicamente con il commerciante di non poter presenziare in quanto fuori sede per motivi di lavoro, premurandosi altresì di informarlo che avrebbe incaricato una persona di sua fiducia a presenziare alla consegna. Una volta scaricata la merce, la persona di fiducia del Palma, identificata dalle fiamme gialle in Rosario Battaglia, pagava la stessa con assegni bancari che poi, puntualmente, risultavano privi di fondi ed intestati a persone diverse, ma sempre nullatenenti, con precedenti penali ed irreperibili all’indirizzo risultante all’anagrafe del Comune di Vittoria. Quindi, quando il malcapitato negoziante tentava di rintracciare Antonino Palma per recuperare la somma dovutagli, questi rispondeva al telefono negando non solo di avere ordinato la merce ma anche di conoscerlo ed averlo incontrato. In tale contesto, il compito del Battaglia consisteva anche nel convincere alcune persone di sua conoscenza, approfittando del loro stato di indigenza, ad aprire dei conti correnti bancari allo scopo di farsi consegnare, già firmati in anticipo, i relativi libretti di assegni. Per tali operazioni, Battaglia, oltre ad anticipare una esigua somma di denaro per l’apertura del conto corrente bancario, corrispondeva ai soggetti compiacenti somme di denaro comprese tra i quattrocento e i cinquecento euro. Nell’ultimo anno, i due indagati avrebbero messo a segno numerose truffe, causando così a diversi piccoli imprenditori ingenti danni economici, oscillanti tra gli 800 e i 16 mila euro. L’ammontare complessivo della truffa si aggirerebbe intorno a cinquantamila euro.
