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Sopralluogo al Pisciotto: ricostruzione agghiacciante dell´aggressione a Giuseppe
Sopralluogo al Pisciotto: ricostruzione agghiacciante dell´aggressione a Giuseppe . L´avvocato Enzo Trantino: "I cani hanno accerchiato e aggredito il piccolo e lo hanno trascinato in una radura per divorarlo" Antonio Di Raimondo.........
Sopralluogo al Pisciotto: ricostruzione agghiacciante dell´aggressione a Giuseppe
L´avvocato Enzo Trantino: "I cani hanno accerchiato e aggredito il piccolo e lo hanno trascinato in una radura per divorarlo" Antonio Di Raimondo Agghiacciante. E´ il primo aggettivo che viene in mente sentendo la ricostruzione delle concitate fasi dell´aggressione al piccolo Giuseppe Brafa, ricostruita nel corso del sopralluogo di stamani al Pisciotto, nei pressi del casolare canile di Virgilio Giglio, il possessore dei cani ai domiciliari per omicidio colposo. Sono stati gli avvocati della famiglia del piccolo Giuseppe Brafa a vedere di persona il luogo dell´aggressione mortale della muta di randagi al bambino modicano, compresa la radura "dove dei fiori - dichiara l´avvocato Enzo Trantino - testimoniano la tragedia accaduta. I cani - aggiunge Trantino - hanno accerchiato il bambino, lo hanno assalito e quindi trascinato nella radura per divorarlo, a pochi passi dal casolare di Giglio". Non è stato possibile entrare nell´abitazione in quanto il delegato che doveva occuparsi di questo compito, vale a dire il comandante della polizia municipale di Scicli, si è improvvisamente ammalato. Il sopralluogo nel casolare sarà effettuato nei prossimi giorni. Oggi erano presenti, acompagnati da Carabinieri e Polizia giudiziaria, anche l´avvocato Francesco Riccotti, che difende Giglio, e gli avvocati dei due veterinari dell´Ausl 7 indagati. (Nella foto di Andrea Maltese l´avvocato Enzo Trantino sul luogo della tragedia). I DUE VETERINARI DELL´AUSL 7 INDAGATI - Falso in atto pubblico ed omissione di atti d´ufficio. Sono queste le ipotesi di reato prospettabili a carico dei due veterinari dell´Ausl 7 di Ragusa, entrambi modicani, raggiunti da altrettanti avvisi di garanzia, nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla procura sulla vicenda dei casi assassini. A distanza di oltre due settimane dall’aggressione mortale al piccolo Giuseppe di 10 anni e alla turista tedesca, registratesi tra Sampieri e Marina di Modica, sono tre gli iscritti nel registro degli indagati. Oltre ai due veterinari c’è difatti l’indagato principale Virgilio Giglio, 64 anni, di Scicli, possessore dei cani e proprietario del casolare – canile dove l’uomo viveva insieme ad almeno una ventina di bestie. La casa è adesso sgombra perché sotto sequestro. IPOTESI DI REATO DI VIOLAZIONE DELLA LEGGE AMBIENTALE PER GIGLIO – Proprio a carico di Giglio, al momento ai domiciliari nella casa paterna, dopo l’arresto effettuato dai Carabinieri la sera di quella tragica domenica 15 marzo, è prospettabile una nuova ipotesi di reato: si tratta della violazione della legge ambientale. Sono state difatti accertate condizioni d’insalubrità al limite nel casolare, colmo di rifiuti, anche pericolosi, come bombole gpl vuote, scarti di eternit e carcasse di animali. Appena sei mesi prima, il sopralluogo effettuato all’esterno della proprietà di Giglio dai due veterinari finiti sotto inchiesta, aveva attestato condizioni ottimali per lo stabile e per la zona circostante, proprio dove i randagi hanno sbranato il bimbo modicano. Da qui le ipotesi di reato configurabili a carico dei due veterinari, mentre quella contestata al possessore dei cani si aggiunge alle originarie accuse di omicidio colposo e resistenza a pubblico ufficiale. Stando a quanto dichiarato dai Carabinieri, difatti, Giglio aizzò loro i cani contro al momento dell’arresto. E proprio per evitare questa pericolosa possibilità in loro danno i medici veterinari si limitarono ad osservare il casolare da lontano, fuori dal recinto dal quale i cani potevano entrare e uscire quando volevano. Giglio, stando a quanto dichiarato dal dirigente del settore servizi veterinari dell’Ausl 7 Giuseppe Licitra, aveva negato l’accesso ai veterinari. IL SINDACO DI SCICLI E LA GIUNTA ASSICURANO COLLABORAZIONE – Intanto il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque e l’amministrazione precisano in un comunicato che «è in corso – si legge – un attento e approfondito esame della situazione per contribuire, assieme agli altri organi competenti, amministrativi e di giustizia, alla ricostruzione di tutta la filiera delle competenze e delle responsabilità in ordine a quanto accaduto, a partire proprio da quelle che la legge ed i regolamenti attribuiscono ai comuni, con specifico riguardo alle attività compiute dal comune di Scicli. E’ stata messa a disposizione delle altre autorità competenti, compresa quella giudiziaria, tutta la documentazione ed ogni informazione o elemento utile alla ricostruzione della verità, delle responsabilità pubbliche e di quelle personali – conclude il documento – derivanti da condotte anche omissive, contrarie ai doveri di legge». I VETERINARI DELL’AUSL 7 SI DIFENDONO – Ampia collaborazione è stata assicurata anche dal responsabile dei servizi veterinari dell’Ausl 7 Giuseppe Licitra, il quale ha ringraziato il direttore generale dell’azienda sanitaria Fulvio Manno. Quest’ultimo, in una nota inviata al sottosegretario al wlfare Francesca Martini, conferma «piena fiducia nell’operato dei medici veterinari dell’Ausl 7, garantendo sulla professionalità e sulla qualità dei servizi erogati». Sempre Licitra, in qualità di presidente dell’ordine dei medici veterinari di Ragusa, firma una nota in cui ribadisce che «i tragici fatti accaduto sono indubbiamente da ricondurre al randagismo. Perciò – scrive Licitra – le colpevoli inadempienze nel contrasto a questo dilagante fenomeno sono da ricercare nei comuni, nelle regioni e nello Stato».
