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Spiagge vietate per i randagi, i bagnanti non rinunciano
I frequentatori della spiaggia di Sampieri non hanno rinunciato al mare. Gli oltre due chilometri di litorale sabbioso che si estende dal centro della frazione fino a contrada Pisciotto sono risultati troppo invitanti per rinunciarvi a causa dell´ordinanza di divieto del sindaco Giovanni Venticinque.
Le copie dell´ordinanza firmata dal sindaco sono state affisse in tutta la frazione ed in particolare sul lungomare del Pisciotto (nella foto). Sui muri, sui contenitori di immondizia, sui pali della luce i residenti hanno fatto capannello commentando la decisione del sindaco. "E´ arrivata l´estate- dicono i residenti- avrebbero dovuto pensare a risolvere il problema molto prima".
Il primo cittadino di Scicli si è cautelato intanto rispetto all’emergenza dei cani randagi che ha registrato appena due giorni fa l’ennesimo episodio inquietante. Il sindaco non ha i mezzi per tenere sotto controllo l’intero arenile e sa che ci sono ancora randagi in libertà in tutta la zona ed ha deciso dunque di assumere la drastica decisione.
Venticinque ha anche interpellato la protezione civile di Ragusa perché dia una mano alla polizia municipale di Scicli con uomini e mezzi. Il sindaco ha dovuto assumere la decisione «obtorto collo» visto che la stagione balneare si è ormai aperta con le ultime domeniche di maggio quando a Sampieri sono stati presenti centinaia di bagnanti. Per l’economia della frazione, per l’immagine del territorio, per tutto l’indotto è un brutto colpo ma Venticinque non poteva non tenere in conto soprattutto i rischi di un ennesimo attacco dei randagi dopo i tragici eventi di metà marzo.
Sulla spiaggia di Sampieri insistono ben due villaggi turistici che hanno già visto dimezzate le loro presenze e che temono per il futuro occupazionale degli addetti ed il divieto di accesso alla spiaggia del sindaco Venticinque non aiuta certamente ma complica le cose; c’è solo da auspicare che nel corso di queste settimane i randagi ancora liberi possano essere catturati ma per questo servono mezzi ed uomini che al momento non ci sono. Tutte le istituzioni che si occupano di turismo, a cominciare dalla provincia, dovrebbero far fronte comune e risolvere una volta per tutte il «caso Sampieri».
In caso contrario il mare di Sampieri si potrà ammirare solo da lontano o sulle tele del suo più famoso cantore, Piero Guccione.
LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO VENTICINQUE
"Sono seriamente intenzionato - dichiara Venticinque - a chiedere l’intervento dell’Esercito italiano: così come si sta intervenendo per fronteggiare l’emergenza rifiuti prima a Napoli ed ora a Palermo, sarebbe utile che i militari ci aiutassero a vigilare sull’area «inquinata» dai cani randagi. Da soli non possiamo pensare minimamente di risolvere il problema. Stante il fatto accaduto venerdì non possiamo non intervenire chiedendo un maggiore coinvolgimento di tutti quei soggetti chiamati ad affrontare il fenomeno del randagismo. In questi tre mesi - conclude il sindaco - abbiamo fatto quanto era nelle nostre possibilità, ora ci sentiamo soli ed incapaci a fronteggiare un fenomeno che purtroppo esiste".
IL COMANDANTE DEI VIGILI URBANI: "NON ABBIAMO MAI SMESSO DI VIGILARE"
«Abbiamo mantenuto in queste settimane il servizio di perlustrazione e vigilanza in contrada Pisciotto – afferma Nifosì – garantiamo una pattuglia di mattina ed una nel pomeriggio assicurando il controllo della zona. I fatti accaduti sono gravi e siamo consapevoli del ruolo che ci compete. Assicuriamo i cittadini che stiamo percorrendo tutte le strade utili a rendere sicura la zona».
L´EPISODIO DELL´ANZIANA CHE HA CACCIATO I CANI A COLPI DI SCOPA
Ancora randagi al Pisciotto. Un branco di cinque cani ha ringhiato oggi contro un’anziana residente di 74 anni, che, urlando e brandendo una scopa, lo ha fatto desistere da un eventuale attacco. Per la coraggiosa donna solo tanto spavento, ma nessun danno fisico. I randagi avevano tentato di varcare il cancello della villetta della donna, per entrare nel cortiletto. Ma l´anziana ha battuto la scopa per terra, correndo coraggiosamente verso il cancello, per chiuderlo.
La donna, dopo aver messo in fuga il branco, si è barricata in casa, nel timore che i cani potessero ritornare in numero maggiore. L´anziana ha quindi telefonato al 112. Quando i Carabinieri l´hanno raggiunta, la 74enne ha raccontato la piccola disavventura.
I randagi che hanno ringhiato contro l´anziana non sembrerebbero comunque pericolosi come quelli catturati alcune settimane fa, presumibilmente gli stessi che aggredirono mortalmente il piccolo Giuseppe Brafa lo scorso marzo. 24 ore dopo, come si ricorderà, fu azzannata una turista tedesca, ridotta quasi in fin di vita.
Quei cani sono stati da tempo rinchiusi nei due canili convenzionati della provincia, ma almeno una dozzina, quasi certamente non appartenenti allo stesso pericoloso branco, si aggirano ancora nei pressi della spiaggia di Sampieri e del casolare di Virgilio Giglio, lo sciclitano arrestato dai Carabinieri dopo l’aggressione al piccolo modicano, in quanto ritenuto il custode dei cani assassini.
La gente non si sente del tutto tranquilla e numerose sono state le segnalazioni giunte all’amministrazione comunale di Scicli, affinché siano catturati anche questi randagi che, sebbene non siano pericolosi come gli altri cani rinchiusi nei canili, non esitano a ringhiare contro le persone, come nel caso dell’anziana che, senza perdersi d’animo, li ha cacciati via. Qualche residente teme comunque il verificarsi di una nuova tragedia.
Sarebbe a questo punto auspicabile che il comune sciclitano desse mandato agli accalappiacani della «Maya» o della «Dog professional» di catturare questi randagi, come già fatto nelle scorse settimane con quelli ben più pericolosi che uccisero Giuseppe e azzannarono la turista tedesca. L’estate è alle porte, residenti e turisti hanno il sacrosanto diritto di farsi un bagno o una passeggiata, senza timore d’imbattersi in qualche branco piuttosto aggressivo.
MODICA RICORDA IL PICCOLO GIUSEPPE IN BICI CON UNA PEDALATA FINO IN DANIMARCA
Da Berlino a Copenhagen per ricordare Giuseppe Brafa. Nino, Giorgio M., Uccio, Giorgio S., Marco, Giorgio pedaleranno dalla capitale tedesca a quella danese con una maglia bianca dove oltre ai loro nomi ed alla foto del bambino modicano si legge « Una pedalata per Giuseppe».
L’idea è nata da un gruppo di ciclisti amatoriali che ogni anno si cimenta in lunghi tragitti attraverso l’Europa. « Abbiamo voluto dedicare questa pedalata a Giuseppe – dice Giorgio Sammito – perché il bambino era con la sua bicicletta prima di essere attaccato e dilaniato dai cani. E’ un modo semplice per portarlo nella memoria e per fare rivivere la sua testimonianza».
I sei ciclo amatori si sono ritrovati a casa Brafa a Modica Alta insieme al sindaco Antonello Buscema per presentare la maglia e la loro iniziativa che ha avuto l’approvazione del padre di Giuseppe, Giovanni, e della madre, Concetta. « E’ l’ennesima prova che la morte di Giuseppe Brafa- dice Antonello Buscema – ha toccato tutta la nostra comunità. Le iniziative per ricordarlo si susseguono e questo contribuisce in qualche modo ad alleviare il dolore immenso della famiglia». «Una pedalata per Giuseppe» si svolgerà a fine mese con partenza da Berlino attraverso l’alta Sassonia per attraversare la penisola dello Jutland ed arrivare a Copenhagen.
