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Inchiesta Catania: sospeso Nicosia del "Paternò Arezzo"
Anche il responsabile del reparto di emodinamica dell’ospedale «Maria Paternò Arezzo» di Ragusa Antonio Nicosia è stato sospeso dal suo incarico, su provvedimento dell’azienda ospedaliera, nell’ambito dell’indagine della procura di Catania sul condizionamento di appalti per la fornitura di apparecchiature mediche. L’inchiesta era già costata la sospensione al primario di cardiologia del «Maggiore» di Modica Vincenzo Bulla. Le ipotesi di reato prospettabili a carico di Nicosia e Bulla sono, ciascuno per le rispettive responsabilità, di turbativa d’asta e concussione.
I due medici avrebbero fatto parte delle commissioni mediche e, in virtù delle rispettive posizioni, avrebbero favorito certe forniture sospette di pacemaker nei rispettivi nosocomi di competenza. Il filone d’indagine riconduce ad un imprenditore, finito in manette e poi rimesso in libertà, che avrebbe organizzato le gare d’appalto per le forniture sospette, che hanno interessato anche gli ospedali «Maria Paternò Arezzo» di Ragusa e «Maggiore» di Modica grazie alle presunte responsabilità di Nicosia e Bulla, per tali ragioni sospesi dai rispettivi incarichi. Il provvedimento per Bulla era stato assunto dall’Ausl 7 di Ragusa, che lo aveva sostituito ad interim con il suo omologo dell’ospedale «Guzzardi» di Vittoria.
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