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Lug
22

Cani assassini, inchiesta divisa in 2 tronconi. 19 gli indagati, stralciata la posizione per 8

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Si divide in due tronconi l’inchiesta sui cani assassini. Quello principale, che verte sulla morte del bambino modicano di 10 anni Giuseppe Brafa e sull’aggressione alla turista tedesca di 24, annovera 11 indagati. L’altro troncone è invece attinente a reati di natura ambientale, disciplinati dall’apposito codice, e vede iscritti nel registro i nomi di 6 persone, le cui posizioni sono pertanto state stralciate assieme a quelle di altri due indagati, il cui ruolo nella vicenda e considerato del tutto marginale. I 19 avvisi di garanzia saranno notificati in queste ore ai rispettivi domicili degli interessati. Tra questi figurerebbero funzionari comunali, un agente della polizia municipale, tre medici veterinari dell’Ausl 7 e un paio di geometri.

 

Il sostituto procuratore Maria Mocciaro, titolare dell’inchiesta, nominerà inoltre un perito che chiarisca tre quesiti di fondamentale importanza per determinare le eventuali responsabilità degli indagati. L’incarico sarà conferito giorno 29 al professore Michele Panzera, ordinario di etologia veterinaria e benessere degli animali dell’università di Messina. Piuttosto complesso e articolato il lavoro che si appresta a svolgere il docente universitario: in primo luogo dovrà accertare gli standard di sicurezza assicurati all’epoca dei tragici avvenimenti nella zona del Pisciotto, e precisamente nell’area del casolare di Virgilio Giglio, vale a dire uno degli indagati.

Giglio fu arrestato dai Carabinieri lo scorso marzo, poche ore dopo l’aggressione mortale al bambino, registratasi poco lontano dal casolare dell’anziano sciclitano, ancora sotto sequestro giudiziario e oggetto di ben due sopralluoghi. Giglio è accusato di omicidio colposo e di omessa custodia dei circa 20 cani che possedeva, e che sarebbero stati liberi di entrare e uscire a loro piacimento dal rudimentale recinto. Il perito dovrà per l’appunto stabilire il livello di sicurezza per uomini e animali.

Il professore Panzera sarà altresì chiamato a valutare l’effettiva aggressività dei randagi a suo tempo catturati dagli accalappiacani della «Maya» e della «Dog professional», vale a dire i due canili convenzionati con la provincia. L’ultimo compito di Panzera è forse quello più difficile: il docente universitario, in qualità di perito, dovrà difatti valutare il grado di prevedibilità, e quindi di evitabilità, dei tragici eventi che hanno causato tanto dolore per la morte di un bimbo innocente e per l’aggressione quasi letale alla turista tedesca, rimasta sfigurata al viso. Gli avvocati degli indagati avranno la facoltà di nominare i loro periti di parte. Sono 6 le persone aggredite dai cani assassini nel lasso di tempo compreso tra il 16 agosto 2008 e il 17 marzo 2009.

Tra queste anche il piccolo Giuseppe, che, purtroppo, non ce l’ha fatta. La sua famiglia risulta tra le parti offese, assieme al comune di Scicli e alla Lega antivivisezione (Lav). Ulteriori sviluppi giudiziari non si registreranno prima di settembre, il tempo necessario al perito per svolgere il lavoro affidatogli dalla Procura. Dopodiché la perizia sarà attentamente valutata e, anche in base alle risultanze, si deciderà per gli eventuali rinvii a giudizio o per i proscioglimenti, sempre nell’ambito dei due tronconi d’indagine: il primo, quello principale, con 11 indagati, e l’altro, relativo ai reati ambientali, con 8 persone iscritte nel registro.

Corrierediragusa.it

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