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Ago
22

47enne modicano uccide il padre di 73 anni a colpi di spranga alla testa per il Superenalotto

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Prima o poi doveva succedere. La febbre del gioco, acuita dal miraggio di una ricchezza facile, è sfociata nel dramma. Un anziano e incallito scommettitore del Superenalotto e del «Gratta e vinci», ha pagato con la vita il vizio del gioco, nella maniera più terribile e cruenta. Emanuele Moncada, 73 anni, operatore ecologico in pensione, è stato ammazzato all’alba di sabato, in strada, a colpi di spranga, dal suo stesso figlio, al culmine di una lite sfociata nella tragedia familiare. Destino beffardo, il "6" vincente del Superenalotto è uscito circa 12 ore dopo il fatto di sangue, assegnando quel jackpot milionario tanto sospirato dalla vittima ad un anonimo quanto fortunato vincitore della provincia di Massa Carrara.


 

Corrado Moncada, 46 anni, l’assassino del suo stesso padre, non ne poteva più. Per permettersi il vizio del gioco, difatti, l’anziana vittima si appropriava spesso dei soldi del figlio, un disoccupato che sbarcava il lunario con lavoretti occasionali.

La pensione veniva regolarmente dilapidata al gioco. Da qui le frequenti e accese discussioni. Ieri sera Corrado Moncada aveva minacciato il padre, urlandogli di non mettere più mano al suo portafogli per pagarsi le giocate. All’alba lo ha ucciso a sprangate. Per l’anziano, che ha pure tentato di difendersi con una sbarra di ferro, non c’è stato scampo. Il figlio lo ha inseguito in strada e gli ha assestato una decina di colpi al volto, fracassandogli il cranio. Emanuele Moncada è morto sul colpo in via Egitto, tra il quartiere Fontana e Modica Alta.

Agghiacciante la scena all’arrivo dei Carabinieri: il cadavere era a faccia in giù in una pozza di sangue. Nelle tasche della vittima sono state trovate alcune ricevute di gioco del Superenalotto e un mazzo di biglietti Gratta e vinci. Qualche metro più in là il figlio, in stato confusionale, arrestato per omicidio volontario. I dettagli del fatto di sangue sono stati resi noti dal tenente colonnello del comando provinciale dei Carabinieri Nicodemo Macrì e dal capitano della compagnia di Modica Alessandro Loddo

Corrierediragusa.it

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