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CASO VANN'ANTO',DECIDE IL PREFETTO DI RAGUSA
"L' alunno disabile dovrà andare in un istituto specializzato per minori perché la sua presenza non è compatibile con il regolare svolgimento delle lezioni nella classe che attualmente frequenta". Lo ha detto il prefetto di Ragusa Marcello Ciliberti riferendosi alla vicenda del tredicenne che frequenta la seconda media dell' istituto “Vann'Anto”, che avrebbe reazioni aggressive con i compagni e i docenti. La decisione è stata presa durante una riunione in prefettura, cui hanno partecipato un magistrato del tribunale per i minori, un neuropsichiatra infantile, il sindaco di Ragusa Nello Di Pasquale, il dirigente del centro servizi amministrativi della scuola Cataldo Dinolfo, la dirigente dell' istituto "Vann' Antò" Lucia Aiuto e l'ispettrice inviata oggi dal ministero della Pubblica Istruzione Giovanna Criscione. Ieri pomeriggio, è iniziata poco dopo le quattro, l’assemblea permanente di docenti e del personale, della scuola media, al centro in queste ore della dolorosa vicenda, che vede protagonista e vittima il ragazzino disabile di 13 anni, che,
secondo la madre, sarebbe stato colpito con uno schiaffo da un insegnate. Il ragazzino, invece, secondo i docenti ma anche secondo i genitori della maggior parte dei suoi compagni di classe, avrebbe un atteggiamento violento e, per questo, ieri mattina è stato anche necessario l’intervento della polizia, dopo che i genitori di diciotto suoi compagni di classe, hanno impedito ai loro figli di andare a scuola, per paura delle sue reazioni. Ieri pomeriggio è iniziata l’assemblea per analizzare con attenzione una situazione che è stato oggetto di interesse anche da parte degli organi di informazione nazionale. Al termine dell’incontro, è stata diffusa una nota, nella quale emerge chiaramente la posizione della scuola e cioè che “quanto accaduto, non è altro che la punta di un iceberg che l’intero istituto da anni è impegnato a governare”. Insomma, secondo la scuola che difende i propri principi di interrelazioni, è successo l’inevitabile. La scuola parla di se stessa come “capro espiatorio” della situazione, respingendo le accuse di essere inadeguata ad educare il ragazzo e parlando di colpe non proprie. L’assemblea ha anche convocato i genitori, i loro rappresentanti, dichiarando di esser disponibile ad ogni tipo di azione che possa risolvere il problema ma chiede risposte immediate e concrete da parte degli organi interessati. Oggi, intanto, è arrivato l’ispettore del Dipartimento Regionale della Scuola, inviato sul posto su richiesta del Ministro della Pubblica Istruzione Beppe Fioroni mentre la mamma del piccolo ha voluto anche stamattina dire la sua su quanto è successo, mettendo ancora nel mirino le responsabilità della scuola.
